Oristano, danni alle campagne: Coldiretti accusa anche i fenicotteri
La denuncia: «Almeno sei segnalazioni: calpestano i germogli nelle risaie». Le azioni di prevezione attuate sinora sarebbero inefficaci
ORISTANO. Non bastavano le nutrie e le cornacchie: adesso ci si sarebbero messi anche i fenicotteri a creare qualche problema agli agricoltori della zona. Così riferisce una nota di Coldiretti, che rivela come, a quanto pare, le colture dell’Oristanese hanno una attrattiva speciale per gli animali selvatici.
«Sono pervenute nella sede provinciale sei segnalazioni di danni alle risaie, stavolta da parte dei fenicotteri che avrebbero letteralmente "fresato e calpestato i germogli"causando un danno irreparabile alla coltivazione», si legge in una nota.
«Documentata dal produttore, l'azione dei fenicotteri va ad aggiungersi ai problemi causati da cormorani, cornacchie, nutrie, piccioni, cinghiali. Si apre così la stagione dei "danni da fauna selvatica 2015 " con una pressione di alcune specie che sui territori appare già da subito assai critica».
Un problema non da poco, che l’associazione di categoria chiede di risolvere. «La recente volontà delle istituzioni regionali di strutturare più ampie e coordinate misure di contenimento dei nocivi per ristabilire quell'equilibrio fondante tra ambiente e attività produttive, è un dato positivo – dice il direttore di Coldiretti Oristano, Giuseppe Casu –. Tuttavia l'ormai prossimo avvio della campagna di coltivazione rende di fatto le azioni di prevenzione sostanzialmente inefficaci per il 2015».
Casu spiega: «l' aumento del numero di animali da limitare, per quanto attiene la cornacchia, tra le specie più dannose, viene realizzato con parametri di ripartizione che non ottengono risultati soddisfacenti: infatti il 70 per cento degli animali viene catturato attraverso le gabbie affidate ai coadiutori. Purtroppo lo strumento della cattura in passato non ha mai garantito i risultati auspicati, per cui appare opportuna una rivisitazione dei parametri di contenimento».
La proposta di Coldiretti è di agire sui tempi di concessione degli indennizzi. «Occorre, in prospettiva, reperire risorse più congrue e al contempo incidere sulla tempistica delle erogazioni – si legge ancora – a tutt'oggi i pagamenti previsti entro il 31 maggio sono ancora bloccati causa la mancata approvazione del bilancio della Provincia. Una situazione di impasse che bisogna sboccare al più presto.
«Appare evidente che il piano di prevenzione messo in campo dalla regione - puntualizza Giuseppe Casu - non potrà esplicare effetti positivi nel 2015. Occorrerà quindi lavorare sul meccanismo degli indennizzi, reperendo risorse congrue ed erogandole con una tempistica funzionale alle esigenze e perdite da parte delle aziende agricole».
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