La Nuova Sardegna

Oristano

Sla, la storia di Pirroni è un caso nazionale

di Michela Cuccu
Sla, la storia di Pirroni è un caso nazionale

Al centro di ascolto dell’Aisla la vicenda del malato ancora in attesa di un puntatore oculare

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ORISTANO. Diventa un caso nazionale, la vicenda di Gianni Pirroni, il malato di Sla che da febbraio attende un puntatore oculare che gli permetterebbe di riprendere a comunicare con l’esterno, dato che da mesi non può più parlare. Il caso è stato infatti segnalato dagli amici del paziente al Centro d’ascolto dell’Aisla nazionale. La speranza è che l’organismo che si occupa a livello nazionale dei problemi dei malati di sclerosi laterale amiotrofica possa intervenire se non altro, indicando come accelerare i tempi per l’assegnazione del dispositivo. L’ostacolo, come segnalato dallo stesso Gianni Pirroni attraverso una mail inviata a “La Nuova” sembra essere di natura burocratica. La Asl 5 di Oristano, che deve materialmente consegnare al paziente il puntatore oculare, si è infatti riservata di farlo solo dopo l’invio di un tecnico che possa confermare quanto già certificato dal neurologo del centro Sla dell’Università di Cagliari, il dottor Giuseppe Borghero. L’attesa però si sta facendo insopportabile per Gianni Pirroni che, attualmente ricoverato in una struttura sanitaria di Borore, in quanto, come aveva spiegato il suo tutore legale, Tonino Romaneli «Nell’arco di pochissimo tempo la malattia è progredita ed ora Gianni è completamente paralizzato. Ogni giorno che trascorre senza il puntatore oculare è un giorno di vita perso». Rappresentante di commercio ma soprattutto, appassionato e grande esperto di archeologia e numismatica, Gianni Pirroni, che oggi ha 62 anni, ha scoperto di essere stato colpito dalla Sla poco più di un anno fa, quando, su consiglio di un amico medico, andò a fare degli accertamenti clinici. «Tutto iniziò con un fastidioso dolore al dito di una mano», ricorda ancora il tutore legale che ricostruisce la drammatica rapidità di una malattia che ormai da mesi ha cancellato anche la possibilità di parlare. Ieri la drammatica vicenda di lento-burocrazia che rinvia da mesi a Gianni Pirroni la possibilità di comunicare con l’esterno, da ieri è anche argomento di discussione sui social. Del suo caso, infatti, si è interessato il gruppo Facebook “Sla- In men che non si dica”, pagina che racconta sul web i problemi, ma anche le speranze e i progetti dei malati, dei loro familiari e degli amici. «Burocrazia insensata e nociva per i malati», si legge nel post pubblicato ieri mattina dal gruppo. Intanto, Gianni Pirroni, attraverso gli amici e i familiari, ha fatto sapere di aver reagito bene nell’apprendere che la sua vicenda sia diventata di pubblico dominio. «Era caduto in una prostrazione psicologica pesantissima – ha riferito ieri un suo amico – adesso che ha capito di non essere stato abbandonato, ma che anzi, altre persone gli stanno accanto e si interessano al suo caso, ha riacquistato il buonumore che sembrava aver perduto per sempre».

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