La Nuova Sardegna

Oristano

Passione e polvere per i bolidi del Sinis Ma si può fare di più

di Claudio Zoccheddu
Passione e polvere per i bolidi del Sinis Ma si può fare di più

Tanto pubblico per il passaggio dei migliori piloti del mondo Dagli operatori turistici arrivano indicazioni contrastanti

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CABRAS. Hanno attraversato il Sinis come fulmini, perlomeno fino a quando il finlandese Lappi non ha centrato un muro alla curva 8, trasformando gli ultimi passaggi della prova speciale del Sinis in una semplice tappa di trasferimento.

Prima, però, era arrivato lo spettacolo immaginato dagli organizzatori: scenari incantati, pubblico in delirio e auto a tavoletta per gran parte del tracciato. Per rovinare la prova Sinis – Mont’e Prama non sono bastate le nuvole e le fortissime folate di scirocco. Anche l’incertezza sulla chiusura delle strade, prevista dalle 9 del mattino ma poi prorogata in quasi tutti gli accessi (tra che in quello di Mari Ermi, da dove sono arrivate le lamentele degli operatori turistici) non ha fermato le migliaia di persone che ieri hanno affollato il Sinis durante quello che, senza rally, sarebbe stato un semplice pomeriggio di vento e nuvole.

Le ricadute economiche, però, sono state limitate alla zona di gara. E non poteva essere altrimenti considerata la scarsa pubblicità, l’incertezza e le difficoltà di comunicazione tra gli organizzatori del mondiale e l’amministrazione comunale. Nell’elenco dei soddisfatti ci sono gli operatori dei chioschi di Is Aruttas e Maimoni, assaltati sin dal mattino, e anche le altre strutture ricettive del Sinis: «Siamo soddisfatti – spiega Carlo Piccolo del Sinis Vacanza Sa Pedrera, –. Nonostante questo fosse il primo anno abbiamo trasformato un anonimo venerdì in una bella giornata di lavoro. Avremo potuto fare di più, ma non avevamo l’esperienza necessaria per capire come muoverci. Dico che è stato un banco di prova da cui ripartire per l’anno prossimo, sperando che il rally ritorni da queste parti».

Chi invece proprio non ha nulla da festeggiare sono le attività che operano in paese, snobbate dal mondo del rally: «Abbiamo occupato una sola camera – spiega Serena dell’albergo diffuso Aquae Sinis – ma l’evento è stato pubblicizzato poco e male. Tuttavia, il movimento turistico c’è e non possiamo lamentarci».

Chi invece si lamenta sono i gestori di b&b e agriturismo. D’altra parte, immaginare un invasione al primo tentativo, senza spendere un solo euro in pubblicità e in comunicazione era un esercizio di pura immaginazione. A maggior ragione per una prova speciale che prevedeva un solo passaggio dei piloti. Ecco perché sarebbe stata fondamentale la diretta televisiva del campionato mondiale, un veicolo di promozione eccezionale che avrebbe presentato il Sinis in vista del prossimo anno.

Chi ha presidiato il “guado”, uno dei passaggi più spettacolari della tappa, ha potuto notare dal via vai degli elicotteri che caricavano e scaricavano decine di tifosi come il rally possa alimentare anche il turismo d’elite, oltre a quello low-cost e a un ritorno d’immagine difficile da quantificare.

Insomma, un’esperienza che ha richiamato l’attenzione di tanti appassionati, un rapporto con gli operatori locali da perfezionare e migliorare, e un ritorno di immagine ancora da quantificare: gli scatti e le riprese dal Sinis, dal Montiferru, dalla Planargia e dal Grighine stanno facendo il giro del mondo.

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