A Riola torna il giacinto d’acqua
Il neo sindaco Domenico Ari: serve una strategia comune con gli altri paesi
RIOLA SARDO. Con l’arrivo dell’estate ormai è un appuntamento fisso. Questa volta, però, davanti al manto galleggiante costituito dal verdissimo giacinto d’acqua non c’è più Ivo Zoncu. La “prima” da sindaco di Domenico Ari di fronte al problema delle piantine tropicali è andate in scena ieri mattina, quando il vento e le correnti del rio Mar ‘e Foghe hanno riportato le piante all’altezza del centro abitato, a pochi metri dalla zona degli impianti sportivi e dalla parte “bassa” del paese.
«Si tratta di un problema che espone i paesi affacciato sul Mar ‘e Foghe a rischi idrogeologici e sanitari –, ha detto il sindaco –. Si rischiano esondazioni e morìe di pesci, dunque non è il caso di continuare ad aspettare con le mani in mano».
Il piano di lavoro è già pronto, seppure a grandi linee: «La prossima settimana spero di riuscire a incontrare i sindaci degli altri paesi per discutere il problema e individuare una strategia comune», ha aggiunto Ari.
AL vertice per un problema che, irrisolto, si ripropone puntualmente, dovrebbero partecipare i primi cittadini di Riola Sardo, Baratili San Pietro, Tramatza e Zeddiani, la cui giunta comunale non si è ancora insediata ufficialmente ma che è toccata pesantemente dall’infestazione del giacinto d’acqua che spesso rende inaccessibile la via d’acqua che è al centro del il centro sportivo “S’Anaedda”, dedicato alla canoa e al kayak.
«Non possiamo attendere altri cinque anni che Regione e Provincia mandino la solita ruspa a raccogliere le piante, in questo modo non si risolve il problema, si spendono soldi e noi siamo punto e a capo ogni estate», continua Ari che aggiunge: «Dobbiamo trovare il modo per far sì che i problemi creati dal giacinto vengano risolti una volta per tutte e certo non sarà possibile farlo fino a che i tecnici e gli amministratori regionali continueranno a pretendere di risolverlo a distanza», conclude Ari.
L’appuntamento con il vertice tra sindaci è quindi fissato per la prossima settimana. Nel frattempo, la marea verde che ciondola lungo il corso del rio Mar’e Foghe continuerà a crescere e a diffondersi, aumentando il rischio che possano ripetersi episodi come la morìa di pesce che qualche anno fa aveva paralizzato il fiume e preoccupato la popolazione.
Claudio Zoccheddu
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