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Oristano

Cabras, massi sbarrano la strada del rally

di Claudio Zoccheddu
Cabras, massi sbarrano la strada del rally

CABRAS. Qualche giorno fa ci sfrecciavano le auto del mondiale di Rally. Oggi, invece, una parte del tracciato dalla tappa tra Mari Ermi e Is Aruttas è stata sbarrata da alcuni massi. Il costruttore...

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CABRAS. Qualche giorno fa ci sfrecciavano le auto del mondiale di Rally. Oggi, invece, una parte del tracciato dalla tappa tra Mari Ermi e Is Aruttas è stata sbarrata da alcuni massi. Il costruttore dell’ennesima barriera, ovviamente, è sconosciuto anche se tra la bravata senza senso e la ribellione di qualche contadino l’ipotesi più plausibile è la seconda. Chissà, qualcuno potrebbe aver immaginato un fastidio per i campi, forse il traffico avrebbe minacciato i raccolti più di quanto possa essere lecito immaginare. Per un motivo o per l’altro, la soluzione è arrivata fulminea e del tutto “fai-da-te”. E purtroppo non si tratta di una novità, perlomeno dalle parti di Mari Ermi. Anche la strada che scorre vicino alle spiagge di Muras è chiusa da un muro di massi. Il blocco, in questo caso, è al centro di un contenzioso nato tra i gestori degli agricampeggi, la famiglia Nardi, e l’amministrazione comunale. Una baruffa che dura da quando il sindaco era Efisio Trincas e che è ancora irrisolta adesso che il primo cittadino è Cristiano Carrus. La sistemazione della strada sterrata che unisce la due località, però, non era stata immaginata solo per soddisfare un capriccio dei piloti. Piuttosto quella che parte da Su Bardoni rappresentava l’unica via di comunicazione tra due delle spiagge più frequentate della provincia: una (Is Aruttas) in cui per un breve periodo della stagione balneare viene allestita una postazione medica dotata di ambulanza, e l’altra (Mari Ermi) dove non esistono presidi di alcun tipo. Dunque, poter contare su una via di comunicazione rapida potrebbe essere decisivo in caso di emergenze. E non guasterebbe nemmeno per migliorare la viabilità costiera e la fruibilità turistica della costa. Aspetti che, ovviamente, non hanno preoccupato minimamente il costruttore del muro che spezza in due il Sinis.

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