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Marceddì, il porticciolo dove tutto è gratis

Marceddì, il porticciolo dove tutto è gratis

Terralba, la struttura ospita abusivamente oltre 100 imbarcazioni: nessuno paga un centesimo

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TERRALBA. Era nato come struttura al servizio del Consorzio delle cooperative di pesca di Marceddì, ma attualmente ospita “abusivamente” oltre 100 imbarcazioni da diporto. Una decisa in tutto sono i pescherecci attraccati al molo del porticciolo, che si affaccia su Capo Frasca e Torre vecchia. La struttura di proprietà della Regione, assegnata in concessione al Consorzio pesca, non ha ad oggi nemmeno un regolamento di gestione. Le spese di gestione, luce, acqua e fognature pesano sul bilancio del Comune di Terralba. Il caos e l'anarchia contraddistinguono il porticciolo frequentato ogni anno da centinaia di pescatori, molti dei quali non sono neppure professionisti. Una struttura che potrebbe garantire una adeguata assistenza per il turismo nautico e che invece è abbandonata a se stessa. Senza una gestione non ci sono controlli e neppure un minimo di guardianìa che vigili. Da un anno e mezzo neppure la Capitaneria di Porto di Oristano è riuscita a sbloccare una situazione decisamente anomala. Insomma qui è tutto gratis, nessuno paga un centesimo per l'attracco, per le pulizie e per l'uso di acqua e luce. Una situazione che favorisce, sicuramente, il lavoro tutto in nero di centinaia di pescatori abusivi. Oltre al mancato guadagno per la Regione c'è anche uno spreco di risorse pubbliche che pesano sul bilancio del comune di Terralba. «Senza un regolamento e una gestione non è possibile neppure effettuare controlli sulle imbarcazioni ormeggiate – ha spiegato il comandante della capitaneria di Oristano Rodolfo Raiteri –. Nel corso dell'ultimo sopralluogo abbiamo accertato la presenza di oltre 100 piccole imbarcazioni da diporto, molte neppure registrate e solo una decina di pescherecci. Eppure quella struttura avrebbe dovuto essere utilizzata solo dalle imbarcazioni da pesca. Per la legge sono tutte abusive. Mancano anche tutti i requisiti di sicurezza». Nel febbraio del 2014, su iniziativa della Capitaneria di Oristano, venne convocata una conferenza di servizio alla quale parteciparono tutti gli enti interessati, compresa la Regione. Il vertice venne convocato al termine dei lavori di ristrutturazione e di sistemazione dei servizi, pagati dal Comune di Terralba. “Spiegammo che occorreva predisporre un regolamento per la gestione del porticciolo indispensabile per disciplinare l'attività all'interno della struttura e soprattutto per gestire i servizi portuali – ha ricordato Rodolfo Raiteri – da allora sono spariti tutti dopo aver promesso il loro intervento. In un anno abbiamo inviato ben quattro comunicazioni all'Assessorato regionale degli Enti locali: non abbiamo avuto alcuna risposta. L'ultima solo pochi mesi fa, ribadendo l'importanza di predisporre un adeguato regolamento».

Elia Sanna

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