Bosa, nuovo attentato fiamme a un ristorante
Gli incendiari hanno preso di mira “Tipico”, tra i proprietari Antonello Pischedda Qualche settimana fa un incendio doloso aveva colpito il bar Le Quattro More
BOSA. Hanno sfondato la vetrina che si affaccia sulla piazza e cosparso l’ingresso del locale di liquido infiammabile, appiccando il fuoco e dandosi alla fuga. A spegnere il rogo appiccato da ignoti nel raid incendiario notturno ai danni del ristorante Tipico, in piazza Fontana a due passi dal Corso, gli ospiti di un vicino B&B, con l’utilizzo di un estintore in dotazione all’alloggio dove dormivano. Sul posto i Vigili del Fuoco di Macomer ed i Carabinieri di Bosa, che seguono le indagini sul nuovo preoccupante episodio. Forse legato in qualche modo all’incendio dei primi di giugno a Turas, una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, trapela. Considerato che uno dei soci della struttura, Antonello Pischedda, è il fratello di Vincenzo, titolare del bar Le Quattro More distrutto a Turas da un incendio di probabile origine dolosa solo qualche settimana fa.
L’attentato nel centro di Bosa, che ha suscitato grande clamore in città e non poca preoccupazione tra gli operatori locali del turismo e dei servizi, è accaduto intorno alle quattro di martedì. Quando due turisti che dormivano nella stanza di un bed & breakfast vicino al ristorante hanno sentito un forte odore di fumo e notato, affacciandosi, le fiamme uscire dal ristorante Tipico. Pochi attimi e gli ospiti si sono precipitati con un estintore verso il locale, soffocando le lingue di fuoco e avvisando Vigili del fuoco e Carabinieri. Sul posto la pattuglia della locale stazione al comando del maresciallo Andrea Colosimo ha eseguito gli accertamenti. Secondo una prima ricostruzione qualcuno avrebbe sfondato la vetrina e cosparso l’ingresso dell’esercizio con liquido infiammabile, appiccando le fiamme.
Nei locali utilizzati come cucina il rogo ha distrutto una vetrinetta e danneggiato diverse suppellettili prima di essere spento. Per la pulizia dei muri e del pavimento anneriti dalla fuliggine il lavoro è iniziato nelle prime ore di ieri, dal personale e dagli amici dei titolari. «Speriamo di poter aprire già questa sera, abbiamo diverse prenotazioni. Di sicuro inviteremo a cena in segno di riconoscimento i due ragazzi che hanno spento l’incendio. Questo gesto pone forti interrogativi, considerate le pesanti difficoltà di noi giovani imprenditori, che abbiamo scelto di non andare via e lavorare a Bosa» commenta il gestore Luca Nurchi, di trent’anni. «È un atto che si commenta da solo» rimarca, stanco dopo una notte insonne e amareggiato, il socio Antonello Pischedda. Per cercare di scoprire il movente e dare volto agli autori del raid sono ora in corso le indagini dei Carabinieri. Che ieri hanno visionato le registrazioni di diverse telecamere di privati.
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