Mario Diana vince al Tar
ORISTANO. Mario Diana – il cognome della dea della caccia evidentemente è stato di buon auspicio – riavrà il suo fucile per l’attività venatoria. L’ex consigliere regionale era stato al centro di un...
ORISTANO. Mario Diana – il cognome della dea della caccia evidentemente è stato di buon auspicio – riavrà il suo fucile per l’attività venatoria. L’ex consigliere regionale era stato al centro di un provvedimento del questore Francesco Di Ruberto che, nei mesi scorsi, aveva privato del porto d’armi il politico oristanese. Il provvedimento era scattato proprio in seguito all’avvio del procedimento e alle successive misure di custodia cautelare, peraltro cessate da tempo, a cui era stato sottoposto Mario Diana. Quest’ultimo aveva però lamentato un eccesso di potere che il questore aveva esercitato nello svolgimento delle sue funzioni e così si era rivolto al Tar per riavere il porto d’arma. I giudici non avevano sospeso il provvedimento immediatamente, ma hanno preferito esaminare il caso e alla fine hanno dato ragione alle tesi sostenute dall’avvocato Mauro Barberio. Il procedimento penale per peculato che vede coinvolto Mario Diana non poteva essere accostato al provvedimento preso dal questore. Il sequestro del porto d’arma avviene in casi in cui chi possiede armi ne faccia un utilizzo che vada contro le leggi imposte per l’attività venatoria. Non è questo il caso. (e.c.)
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