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Consuntivo di fine mandato per il consigliere ex Irs

ORISTANO. «In questi cinque anni ho lavorato per dare voce agli interessi nazionali dei cittadini sardi». Tempo di bilanci di fine mandato, per i partiti che hanno fatto parte del Consiglio...

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ORISTANO. «In questi cinque anni ho lavorato per dare voce agli interessi nazionali dei cittadini sardi». Tempo di bilanci di fine mandato, per i partiti che hanno fatto parte del Consiglio provinciale ormai cancellato per legge. Sebastian Madau, attuale presidente di ProgReS, ma eletto cinque anni fa, con oltre 6mila voti, nelle liste di Irs, traccia un consuntivo sull’esperienza di un indipendentista che sui banchi del Consiglio ha svolto un ruolo come lui lo definisce «di minoranza nella minoranza», dato che l’opposizione era composta da sei Pd e un esponente di Idv. «Da qui abbiamo cercato di lavorare – scrive – coinvolgendo direttamente la conferenza dei capigruppo tutte quelle volte che abbiamo pensato di proporre un ordine del giorno o una mozione. In questo modo è vero il nome del partito perdeva l’occasione di apparire come proponente, ma era più importante che l’argomento avesse il voto unanime dell’aula». Secondo Sebastian Madau «È stata di fondamentale importanza per l’esperienza politica visitare e conoscere le comunità del nostro territorio, partecipando a convegni, conferenze e presentazioni di libri o progetti o anche semplicemente andando ad incontrare le amministrazioni e i cittadini». L’elenco delle attività svolte dal rappresentante indipendentista in Provincia, spiccano l’ordine del giorno per istituire la Cassa sarda delle Entrate «Ancora chiusa nei cassetti della Regione, arrivata in aula accompagnata da più di 50mila firme raccolte in tutta l’Isola». A questo si aggiunge la mozione sui mancati finanziamenti per l’Oristanese in materia di mobilità sostenibile; le iniziative sulla difesa dell’ambiente e sulla salute dei cittadini, attraverso un ordine del giorno contro la realizzazione dell’impianto termodinamico a San Quirico o la partecipazione a comitati ad esempio, contro l’installazione dei radar della Guardia di Finanza sulla costa, «senza dimenticare – sottolinea – la battaglia con il comitato No Progetto Eleonora».

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