Gli appalti dei lavori pubblici motivo di scontro in Comune
SAMUGHEO. L’affidamento diretto di un’opera pubblica a una ditta esterna ha provocato la levata di scudi della minoranza consiliare. Gli oppositori del sindaco hanno chiesto al primo cittadino sulle...
SAMUGHEO. L’affidamento diretto di un’opera pubblica a una ditta esterna ha provocato la levata di scudi della minoranza consiliare.
Gli oppositori del sindaco hanno chiesto al primo cittadino sulle ragioni che hanno portato l’amministrazione a scartare le imprese locali. La scelta del Comune non è l’unico aspetto contestato dal gruppo Costruisci il futuro, che ha ravvisato una presunta difformità negli atti adottati per l’assegnazione dei lavori nell’area mercatale. Graziano Sulis e Mario Loi non hanno condiviso la decisione «di dare in affidamento i lavori a un’impresa della provincia, ritenendo più opportuno espletare una trattativa anche con le imprese locali».
I firmatari dell’interrogazione hanno chiesto a Demelas se corrispondesse al vero che la responsabile dell’ufficio tecnico fosse assente nel periodo in cui è stata firmata la determina e chi, in tal caso, l’avesse firmata al suo posto. Il sindaco ha confermato le dichiarazioni fatte in precedenza rimarcando l’assoluta legittimità del procedimento.
«Firmai io quella determina in qualità di sostituto di responsabile del servizio, ma non feci altro che chiudere una pratica già aperta dall’ufficio tecnico, che ritenne opportuno assegnare un intervento che doveva partire d’urgenza a una ditta che stava già eseguendo dei lavori affidati con bando pubblico. Noi abbiamo tutelato in tutti i modi le imprese locali invitandole sempre a presentare le offerte, a differenza di quanto hanno fatto loro in tanti anni», è l’accusa rivolta agli ex amministratori di centrosinistra. «È inutile che demonizzino l’operato degli altri, se le opposizioni ritengono sussistano delle irregolarità lo denuncino nelle sedi competenti». Nell’interrogazione è rievocato anche lo screzio con il consigliere di minoranza Antonio Sanna, che secondo Graziano Sulis è stato accusato di “fatti non veri e lesivi della sua dignità”. «Non ho calunniato nessuno», ha ribattuto Antonello Demelas asserendo di aver diffidato l’esponente dell’opposizione «dal permettersi di ripetere ciò che aveva detto a me personalmente. E sono pronto a sostenerlo davanti a un giudice».
Antonio Sanna si è dimesso poco tempo dopo. La surroga era all’ordine del giorno della seduta del 27 giugno unitamente all’interrogazione, ma la riunione è saltata per via dell’assenza di sette consiglieri di maggioranza.
Maria Antonietta Cossu
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