Tensione alla partita di calcio: cinque Daspo
Arriva il provvedimento del questore dopo i fatti legati a Paulese-Pozzomaggiore del 15 aprile
PAULILATINO. Cinque Daspo sono stati emessi dal questore di Oristano, Francesco Di Ruberto, per i fatti avvenuti in occasione dell'incontro di calcio Paulese-Pozzomaggiore del 15 aprile 2015. I provvedimenti, che impediranno ai destinatari l'accesso agli impianti sportivi su tutto il territorio nazionale dove si disputino incontri di calcio di qualsiasi categoria (anche amichevoli) riguardano due dirigenti della Paulese, L.G. (43 anni)e L.G. (34 anni), un giocatore della stessa società, U.R. di 35 anni, un giocatore del Pozzomaggiore, F.M. di 30 anni, e un tifoso della Paulese, F.D. di 32 anni. Il divieto di accesso è esteso, sempre per una durata di un anno, «ai luoghi interessati alla sosta, al transito e al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni sportive».
In una nota, la quesura oristanese ricorda che durante l’intervallo della gara, il calciatore della Paulese U.R. era stato espulso dal campo perché aveva lanciato una secchiata d’acqua contro i tifosi della squadra avversaria. Nel secondo tempo il calciatore del Pozzomaggiore F.M. era stato espulso perché, a sua volta, aveva lanciato una bottiglia d’acqua contro i tifosi della squadra avversaria.
A quel punto un tifoso della Paulese era sceso dalle tribune e aveva sputato in faccia al giocatore della squadra avversaria. L.G., dirigente della Paulese che stava seguendo la partita dalla tribuna, si era scagliato verso la recinzione del campo sportivo e aveva sferrato un calcio alla schiena di un dirigente del Pozzomaggiore che stava assistendo all’incontro appoggiato con le spalle alla rete metallica. Al termine della partita, L.G., altro dirigente della Paulese, aveva utilizzato l'impianto di amplificazione del campo sportivo per rivolgere «frasi provocatorie all’indirizzo della tifoseria del Pozzomaggiore».
La ricostruzione risulta dal rapporto della Digos. "Questi provvedimenti – ha detto il questore Francesco Di Ruberto – dimostrano ancora una volta che è ferma intenzione della polizia di Stato fare sì che lo sport, del calcio in particolare, non divenga motivo di scontro a causa del comportamento di singole persone incivili».
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