La collaborazione fa l’Ardia più bella
Sedilo, l’edizione 2015 è andata in archivio con grande soddisfazione degli organizzatori
SEDILO. Un’Ardia senza incidenti è una festa riuscita. È il leitmotiv che si sente pronunciare spesso nei discorsi che alludono alla pericolosa corsa a cavallo dedicata a San Costantino. Una massima che fotografa l’edizione 2015 della manifestazione, consegnata agli annali senza gravi infortuni a uomini e animali.
L’organizzazione dell’apparato di sicurezza e il preliminare confronto tra le forze in campo hanno forse rappresentato, unitamente alla prova dei protagonisti indiscussi della giostra equestre, una delle chiavi del successo dell’evento appena andato in archivio, contrassegnato da una massiccia partecipazione di pubblico a dispetto dei giorni feriali.
A sentire gli addetti ai lavori, il salto di qualità si deve al clima di collaborazione che si è instaurato tra le parti coinvolte e nello stretto raccordo tra i volontari e le forze di polizia deputate a garantire l’ordine pubblico.
Il dispiegamento di uomini è stato imponente: 70 volontari dell’associazione Santu Antinu, 50 fucilieri e una sessantina di uomini tra agenti di polizia e carabinieri.
«C’è stata sintonia tra Comune, associazione Santu Antinu e autorità militari, e sinergia tra queste ultime e il servizio d’ordine interno - ha sottolineato il sindaco Alessio Petretto -. Questo ha permesso di gestire meglio una manifestazione che a differenza delle altre ha un pubblico dinamico: infatti quest’anno sono state superate alcune criticità, come l’eccessiva concentrazione di persone a sa muredda».
Un ulteriore passo in avanti nello sforzo di ottemperare alla normativa sulla sicurezza dettata dal ministero della Sanità, pur nel rispetto della tradizione, si è registrato anche nell’ ambiente equestre: «I cavalieri hanno collaborato moltissimo, sono stati visionati 95 cavalli» ha detto il presidente della Santu Antinu, Giacomo Meloni, evidenziando il risultato dell’ interazione tra le forze in campo. «L’intesa tra le parti ha contribuito a rendere più funzionale il sistema sicurezza».
Di clima più disteso ha parlato anche il parroco: «Ho trovato un ambiente sereno tra i soggetti coinvolti nella preparazione e nell’organizzazione della festa», ha rilevato don Battistino Mongili toccando naturalmente anche l’aspetto religioso della manifestazione, che ha fatto registrare la presenza di tantissimi fedeli.
La distanza tra i concetti di salvaguardia della tradizione e misure di sicurezza sembra gradualmente accorciarsi: «Con la buona volontà si può fare tutto» è la considerazione della prima pandela, Costantino Atzas, chiamato, durante lo svolgimento della corsa, a prendere le decisioni più giuste ai fini dell’incolumità degli altri cavalieri.
Maria Antonietta Cossu
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