Pesca fuori legge, multe e sequestri per sub e ristoranti
Blitz della Capitaneria di porto nel golfo di Oristano Scatta anche la denuncia per un pescatore che tenta la fuga
ORISTANO. Qualche giorno fa il tonno rosso, ieri cozze, arselle e muggini. Prelibatezze che fanno venire l’acquolina in bocca, ma che non finiranno nelle nostre tavole o in quelle di alcuni ristoranti, perché anche la pesca ha le sue norme e, che piaccia o no, vanno rispettate. Ne sanno qualcosa un gruppo di pescatori e di ristoratori che sono finiti nel mirino della Capitaneria di porto che in questi giorni ha intensificato i controlli sia sull’attività di pesca sia sui prodotti che finiscono nei piatti di chi vuol gustare un delizioso menù in ristorante.
La questione si è chiusa con una serie di multe e il sequestro del pescato e dell’attrezzatura a partire dal blitz effettuato in mattinata nel Golfo di Oristano, nella zona antistante i pontili commerciali di Torregrande. È lì che un gruppo di pescatori subacquei si stava divertendo a riempire sacchi di cozze. Saranno anche state buonissime, quelle cozze, ma l’area è interdetta oltre che alla pesca anche la balneazione e al semplice transito. Insomma, in acqua, in quel punto potevano nuotare solo i pesci. Invece c’erano i sub, uno dei quali si è buscato anche una denuncia per resistenza, perché come ha notato gli uomini della Guardia Costiera ha ben pensato di darsela a gambe sino a quando è salito sulla propria auto cercando di scappare.
La sua fuga è durata lo spazio di pochi metri e pochi secondi. Intanto, i servizi di contrasto della pesca abusiva disposti dalla Capitaneria di Porto proseguono perché di mezzo c’è la tutela non solo dei consumatori, ma anche dei pescatori che alle regole danno uno sguardo e soprattutto le rispettano. Proprio per questo motivo, oltre che nel Golfo le attività di controllo sono andate avanti anche sulla terraferma. Gli uomini della Capitaneria hanno fatto più di una verifica in alcuni ristoranti della zona, soffermando la propria attenzione in particolare su Cabras. In alcuni locali sono stati rinvenuti venti chili di cozze, cinque chili di arselle e cinque chili di muggini per i quali i titolari dei locali non hanno potuto esibire la documentazione comprovante la provenienza e la tracciabilità del prodotto. Multa e sequestro anche in questo caso.
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