«Serve il baratto amministrativo»
Bosa, proposta dell’opposizione per far fronte alle emergenze di alcune famiglie
BOSA. Questa volta niente documenti polemici o formali richieste di chiarimenti, ma una proposta. Per Bosa e Udc fanno ancora una volta fronte comune, piazzando una richiesta che tocca uno degli aspetti più delicati nei rapporti tra ente locale e cittadino in difficoltà: quella di istituire il “Baratto amministrativo”. Un accordo di collaborazione tra cittadini e comune per la concessione di esenzioni o riduzioni dei tributi comunali in cambio di collaborazione nei servizi dedicati a decoro urbano, valorizzazione di aree territoriali, e assistenza alle scolaresche, compresa ad esempio la pulizia di spazi e cortili scolastici o l’aiuto in mensa. Un provvedimento, quello del Baratto amministrativo, con un intento soprattutto pratico, oltre che etico. Quello di evitare che possano essere decurtati i benefici ai partecipanti ai progetti di contrasto alle povertà che abbiano magari pendenze economiche con il Comune rispetto al pagamento dei ruoli di varie tariffe locali. «In questo particolare momento di difficoltà - sostengono i consiglieri di opposizione -, a causa della difficilissima situazione in cui versano numerose famiglie inserite nei progetti di contrasto alle povertà, l’applicazione della decurtazione del 25 per cento del contributo, determinerebbe di fatto un appesantimento delle condizioni economiche delle famiglie interessate».
Un’esevtnualità, secondo l’opposizione, da scongiurare «trattandosi di interventi straordinari di contrasto alle povertà che servono per intervenire sui beni di prima necessità». Piero Franco Casula, Sergio Rosa, Sergio Obinu, Rosalia Acca e Alfonso Marras lanciano la proposta di istituire anche nella città del Temo il “Baratto amministrativo”, «aggiuntivo e non sostitutivo del contributo per gli interventi di contrasto alle povertà»
Alessandro Farina
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