Abbanoa intima al Comune: «Ritirate quella delibera»
BONARCADO. Se l’ordinanza del 2 luglio non sarà annullata entro oggi, Abbanoa spa “sarà costretta a tutelarsi nelle opportune sedi giurisdizionali sia per l’annullamento del provvedimento sia per...
BONARCADO. Se l’ordinanza del 2 luglio non sarà annullata entro oggi, Abbanoa spa “sarà costretta a tutelarsi nelle opportune sedi giurisdizionali sia per l’annullamento del provvedimento sia per il risarcimento dei danni subiti”. È questo, in sintesi, il contenuto della lettera, datata 13 luglio 2015, che il Gestore unico ha inviato al Comune dopo la ricezione dell’ordinanza (firmata dal vice sindaco Mariangela Mallica, che sostituisce il sindaco Mario Sassu, assente già da oltre un mese dal Comune), con la quale Abbanoa veniva diffidata dal procedere alla progressiva riduzione e sospensione del servizio di fornitura idrica.
Abbanoa, nella lettera arrivata ieri mattina in Comune, contesta la legittimità di quella delibera e ne chiede l’auto-annullamento perché non legittimata da «una situazione di effettivo pericolo di danno grave ed imminente per l’incolumità pubblica». Secondo Abbanoa, infatti, la delibera del Comune sarebbe stata emessa sulla base di «presupposti del tutto ipotetici, giacché il ridotto approvvigionamento di risorsa idrica ad opera del Gestore non determina, come conseguenza immediata e diretta, danni all’igiene e alla salute pubblica».
L’importante, per Abbanoa, è che l’acqua non manchi del tutto, almeno nell’immediato. Dopo l’arrivo della prima lettera, contenente l’avviso di distacco progressivo del servizio idrico, non si può certo dire che nel paese il Gestore Unico abbia guadagnato consensi, Anzi. Con quella giunta ieri mattina il clima rischia di diventare rovente, superando perfino le temperature di caldo africano di questi giorni.
Abbanoa rivendica crediti dovuti dal Comune per un ammontare di circa 250 mila euro, ma c’è chi dice che la cifra ammonterebbe a oltre 600 mila; il Comune di Bonarcado, che è tra i 26 che non hanno mai aderito al Gestore Unico, ritiene invece di non dover sborsare neppure un euro. L’ultimatum di Abbanoa, comunque, qualche effetto lo ha sortito: fonti vicine al sindaco Mario Sassu dicono che anche il Comune intenderebbe tutelarsi legalmente. Questa mattina sarà firmata un’altra ordinanza, i cui contenuti non contribuiranno certamente a rasserenare la situazione creatasi negli ultimi giorni. Per amministratori e cittadini bonarcadesi l’ultimo capoverso della lettera di Abbanoa, pervenuta ieri mattina in Comune, che ribadisce la «disponibilità alla composizione bonaria della vertenza in presenza del pagamento dell’importo dovuto», suona come una beffa.
Piero Marongiu
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