Doddore al Comune: «Verbale da annullare»
ORISTANO. «Quel verbale va annullato». Sarà il giudice di pace, il 28 ottobre prossimo, ad esaminare il ricorso presentato da Salvatore “Doddore” Meloni contro il verbale della polizia locale che gli...
ORISTANO. «Quel verbale va annullato». Sarà il giudice di pace, il 28 ottobre prossimo, ad esaminare il ricorso presentato da Salvatore “Doddore” Meloni contro il verbale della polizia locale che gli aveva intimato di rimuovere un tavolino pieghevole sistemato a ridosso della statua di Eleonora D’Arborea. Era la mattina del 6 giugno scorso, quando, il leader del movimento indipendentista “Meris” aveva indetto una conferenza stampa, sul pronunciamento del giudice civile di Cagliari al ricorso contro la legge elettorale regionale, basato sulla normativa tedesca. Conferenza stampa organizzata in Piazza Eleonora, nell’occasione provocatoriamente ribattezzata “Piazza Angela Merkel”. L’indipendentista aveva sistemato un tavolino pieghevole sotto la statua, ma erano arrivati i vigili urbani per farglielo rimuovere. «Occupa la sede stradale e ostruisce il traffico», in sintesi quelle le contestazioni contenute nel verbale che Salvatore Meloni si rifiutò di firmare non essendo scritto in sardo.
Ieri, in una breve conferenza stampa, l’indipendentista e l’avvocato Cristina Puddu, hanno illustrato i motivi dell’opposizione al verbale. «Non è valido perché le contestazioni sulle presunte violazioni al Codice della strada sono inesistenti, anche perché a questo punto, bisognerebbe elevare verbali anche alle mamme che si fermano sulla piazza ed hanno con se carrozzine o passeggini per bambini», ha spiegato il legale.
E poi c’è la questione del bilinguismo: «C’è una legge che tutela le minoranze linguistiche storiche che il Comune non rispetta: gli atti vanno scritti anche in sardo e il verbale è solo in italiano». Il ricorso ipotizza anche la violazione della Costituzione: «L’amministrazione comunale, facendo intervenire i vigili ha voluto limitare il diritto di esprimere liberamente il mio pensiero».
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