Problemi di stabilità: vietato alle auto il ponte di Marceddì
Cadono pezzi di cemento dal cordolo esterno della struttura E il sindaco di Terralba reitera un vecchio provvedimento
TERRALBA. Il ponte di Marceddì non è aperto al traffico. Un’ovvietà forse, visto che l’ordinanza dell’Ufficio Marittimo di Oristano non è mai stata annullata e neppure le indicazioni in proposito della Regione, ma l’amministrazione ha ritenuto di dover ribadire il divieto. Questo perché negli scorsi giorni è stata segnalata la caduta di calcinacci e parti del cordolo esterno di cemento della struttura.
Un fatto che fa sorgere dubbi riguardo la stabilità e funzionalità della struttura. Perciò il sindaco Pietro Paolo Piras ribadisce con un’ordinanza il divieto di acceso del ponte agli autoveicoli ed inoltre chiede a Regione di verificare la stabilità e la sicurezza di quella che è comunque solo un’infrastruttura per la pesca. E inoltre chiede all’ente che gestisce la struttura, ovvero il Consorzio Pesca, di segnalare la pericolosità della struttura a causa della caduta di parti di cemento, cercando così di disincentivare anche da parte degli automobilisti l’uso del ponte come strada.
Ma a cosa è servito quindi il finanziamento di un milione e 200 mila euro da parte della Regione? Il contributo è proprio finalizzato al collaudo della struttura e alla verifica del fatto che abbia i requisiti per diventare da infrastruttura legata alla pesca una vera e propria strada. L’ordinanza del sindaco dunque diventa uno stimolo e uno sprone ulteriore alla Regione per avviare i lavori promessi. Intanto però, fino a quando il collaudo non verrà effettuato, il ponte resta comunque interdetto al traffico, nonostante questo crei parecchie contrarietà tra gli automobilisti. Tantissimi infatti della zona del terralbese usano quella strada per recarsi nelle località marine dell’arburese. Ma quindi quando si potrà tranquilllamente percorrere il ponte? E soprattutto i soldi della Regione basteranno per renderlo percorribile dal punto di vista legale? Probabilmente un milione e 200 mila euro stanziati basteranno solo per collaudo, progetti per il rinforzo della struttura e poco altro, quindi i tempi non saranno brevi. Il progetto di raddoppio è sfumato a causa della ristrettezza dei bilanci pubblici.
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