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Tour nel Sinis, dove il turismo non riesce ancora a decollare

di Claudio Zoccheddu
Tour nel Sinis, dove il turismo non riesce ancora a decollare

CABRAS. L’occasione è di quelle che possono far girare la testa a tutti i turisti. La penisola del Sinis è un paradiso ambientale selvaggio quasi integro. E non si tratta del solito luogo comune che...

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CABRAS. L’occasione è di quelle che possono far girare la testa a tutti i turisti. La penisola del Sinis è un paradiso ambientale selvaggio quasi integro. E non si tratta del solito luogo comune che definisce le coste sarde: il Sinis è davvero un tranquillo fazzoletto di terra sospeso nel tempo.

La sua lontananza dal mondo del turismo organizzato, però, è la delizia, ma anche la croce di un territorio che non riesce a emergere, e che forse nemmeno ci prova con convinzione.

Ecco perché l’organizzazione turistica è un miraggio e i servizi offerti ai pochi visitatori che restano nel Sinis oltre il canonico pacchetto mordi e fuggi - che comprende Tharros, Is Aruttas e una fugace visita al museo dei giganti - si contano sulle dita di una mano. Per essere generosi.

Nelle spiagge di quarzo bianco, ad esempio, oltre a un camping e qualche chiosco non c’è molto altro. Impossibile noleggiare anche solo una canoa, figuriamoci un’imbarcazione o una bicicletta. Le spiagge attrezzate non esistono e non esiste nemmeno il servizio di salvamento.

Anche i telefoni faticano ad agganciare la rete mentre la ristorazione è delegata ai chioschi, dove perlomeno si mangia discretamente senza rimetterci il portafoglio.

I trasporti pubblici collegano Is Aruttas e San Giovanni a Oristano, ma solo nei periodi più caldi. Tutto il resto è lasciato all’immaginazione di chi capita da queste parti.

Per il periodo di ferragosto è attesa la consueta invasione di tende e accampamenti vari, in passato mai controllata e contrastata. Quest’anno l’amminsitrazione comunale ha cercato di avviare una campagna di informazione e dissuasione. Chissà se produrrà buoni frutti.

Lungo le coste di Cabras ci sono poi i parcheggi a pagamento. Per posteggiare in riva al mare si pagano 2,50 euro per due ore, 4 per quattro ore e 5 per sei ore. La tariffa giornaliera è di 6 euro, quella settimanale di 20 e quella mensile di 55. Abbonamento stagionale, invece, ne costa 80. Anche se quest’anno il funzionamento dei parcheggi a pagamento sembra stia evidenziando qualche lacuna.

In omaggio, per modo di dire, c’è la possibilità di fare la doccia (ma solo a Is Aruttas) e di utilizzare i servizi igienici, una decina sistemati lungo 20 chilometri di coste. Una piccolo “lusso” per una zona che custodisce spiagge dalle peculiarità uniche, come quelle caratterizzate dai granelli di quarzo bianco, e dalle ambientazioni suggestive, come quelle di San Giovanni di Sinis. Il mare è quello della Sardegna migliore, cristallino e invitante e a un turista di passaggio, forse, può anche bastare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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