Il Comune ci ricasca, online i destinatari degli aiuti economici
ORISTANO. Non c'è due senza tre ed il Comune di Oristano è scivolato nuovamente su una buccia di banana pubblicando online, nell'albo pretorio, i dati sensibili di 130 cittadini. In precedenza erano...
ORISTANO. Non c'è due senza tre ed il Comune di Oristano è scivolato nuovamente su una buccia di banana pubblicando online, nell'albo pretorio, i dati sensibili di 130 cittadini. In precedenza erano stati pubblicati i nomi di decine di automobilisti che non avrebbero pagato delle contravvenzioni, questa volta, invece, nell'elenco sono finiti gli Oristanesi in difficoltà economiche che riceveranno il contributo per il pagamento del canone d'affitto della abitazione. Come nel passato, e visti anche i precedenti ammonimenti del garante della privacy, il Comune ha pubblicando interamente la graduatoria con tanto di nomi, data di nascita, indirizzi, e gli importi stabiliti dalla graduatoria per il 2015. Era inevitabile che la “grana” venisse fuori tanto da provocare nuove e velenose polemiche. I primi ad essersi infuriati sono stati proprio gli interessati che si sono visti pubblicare i loro dati sensibili nell'albo pretorio online del sito del comune. Sulla vicenda non è voluto intervenire il segretario generale del Comune, Luigi Mele. Lo stesso ha confermato di non essere a conoscenza di quanto accaduto e che si sarebbe al più presto documentato. Ma con un semplice clic centinaia di utenti hanno potuto prendere visione del bando e si sono scaricati anche il file allegato. «C'era già stata una precedente pronuncia dell'ufficio del garante della privacy – ha ricordato l'avvocato oristanese Gianfranco Siuni –. Allora era stata messa in evidenza il grave errore del Comune che aveva pubblicato, proprio come oggi, online, dei dati sensibili sui cittadini Oristanesi. La vicenda aveva riguardato delle sanzioni amministrative, oggi si tratti di contributi che interessano dei cittadini in gravi difficoltà economiche. Non c'è dubbio che pubblicando i dati sensibili – ha osservato l'avvocato Siuni – come i nominativi, le date di nascita e l'indirizzo, si sia commesso lo stesso errore». Secondo il legale, ci sarebbero tutti gli estremi per presentare una eventuale causa per danni morali. Nella precedente vicenda era stato il sindaco Guido Tendas, ad ammettere l'errore, compiuto dal dirigente che aveva pubblicato per un errore il file non criptato. Ieri mattina, il Comune per correre ai ripari, ha modificato l'elaborato inserendo le iniziali e cancellando le date di nascita e gli indirizzi. Troppo tardi, comunque, il file originale aveva già fatto il giro del Capoluogo. (e.s.)
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