Bollette contestate, il Comune diffida Abbanoa
BONARCADO. La battaglia verbale tra Comune e Abbanoa si arricchisce di ulteriori episodi, e lo scontro sembra destinato a proseguire. Alla richiesta di annullamento dell’ordinanza numero 12, del 2...
BONARCADO. La battaglia verbale tra Comune e Abbanoa si arricchisce di ulteriori episodi, e lo scontro sembra destinato a proseguire. Alla richiesta di annullamento dell’ordinanza numero 12, del 2 luglio scorso, ritenuta illegittima dal Gestore Unico, l’amministrazione comunale ha risposto con un’altra ordinanza e una comunicazione alla Prefettura di Oristano, nella quale, oltre a ricordare che Bonarcado è uno dei 26 Comuni che gestiscono in proprio il servizio idrico, evidenzia il malumore che pervade la popolazione locale, preoccupata per i disagi che potrebbero venirsi a crearsi qualora Abbanoa dovesse sospendere l’erogazione dell’acqua, trattandosi di un servizio essenziale per l’igiene pubblica.
Il vice Sindaco Mariangela Malica, in assenza del sindaco Mario Sassu, si è vista costretta a firmare una seconda ordinanza, con la quale diffida il Gestore Unico di procedere alla riduzione e progressiva sospensione del servizio idrico. Il contenzioso tra i due enti è datato, ed è iniziato subito dopo che Abbanoa aveva installato un proprio contatore all’interno del deposito vicino al Comune. Le bollette emesse da Abanoa, sono relative ai consumi idrici intercorrenti tra il 2006 e 2012, e ammonterebbero a circa 250mila euro.
Ma secondo gli esponenti della minoranza consiliare, l’importo richiesto dal Gestore Unico supererebbe i 600mila euro. A prescindere dell’entità della cifra, quelle fatture, a giudizio del Comune, sarebbero poco chiare e illegittime. «Il Comune – si legge nella comunicazione inviata alla Prefettura oristanese – a più riprese, si è mostrato disponibile a chiarire la situazione. Dopo due colloqui intercorsi con Abbanoa e rappresentanti politici della Regione, avvenuti a Cagliari nel mese di giugno dello scorso anno – dice Mariangela Malica – non è accaduto più nulla”. Dal Comune fanno sapere che fino a quando Abbanoa non fornirà chiarimenti su quelle fatture, non ci sarà nessun invio di denaro verso le casse di Abbanoa. «Anche perché si rischierebbe di esporre l’ente a possibili danni erariali», dicono gli amministratori.
Intanto le inefficienze di Abbanoa non contribuiscono certamente a far diminuire il malumore dei cittadini bonarcadesi.
Qualche giorno fa, durante una perlustrazione nell’area di Serr’e Crastula, nelle vicinanze di un importante sito archeologico, i Barracelli hanno individuato una perdita copiosa nella condotta che porta l’acqua al deposito di Bau Nou.
«Chi paga per l’acqua inghiottita dal terreno? – si erano domandati i Barracelli – noi cittadini, tutti indistintamente, è stata la risposta, pur senza colpe».
Piero Marongiu
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