Sbarco irregolare con multa salata
Cabras, disavventura nelle acque di Tharros per una coppia di turisti francesi
CABRAS. Uno sbarco decisamente caro. È questo quello che ha pensato il velista francese Jean Paul Maubernard che, in compagnia della moglie Monique, era alla fonda sotto Tharros a bordo del Rocambeau. I due velisti parigini erano ormeggiati nel campo boe allestito dall’Area marina protetta proprio davanti alle rovine della città e la tentazione di calare il tender dell’imbarcazione per raggiungere la costa e per fare una visita alle rovine è stata impossibile da scacciare. Il tragitto, un centinaio di metri, è però costato caro ai due turisti francesi.
«Abbiamo guadagnato una multa da 172 euro per un’imbarcazione di appena 2 metri, una quota assolutamente sproporzionata rispetto alle dimensioni del mezzo», racconta Jean Paul che aggiunge i motivi della contravvenzione comminata dalla Capitaneria di porto, «nel verbale si legge che abbiamo piaggiato un natante da diporto con un motore da quattro cavalli su una spiaggia riservata alla balneazione».
Il francese, però, giura di aver ormeggiato il tender lontano da una delle spiaggette incastrare tra gli scogli che proteggono i resti di Tharros dal mare. «Per iniziare non ho visto alcun segnale di divieto e tantomeno pannelli informativi che potessero indicare le peculiarità della zona. Poi, non ho spiaggiato il canotto ma l’ho legato a un piccolo scoglio poco distante dalla riva ma quando siamo sbarcati non c’era nessuno sulla spiaggia e nemmeno nei dintorni, dunque non potevo sapere che quelle era una zona riservata alla balneazione».
Jean Paul Maubernard, poi, racconta di aver utilizzato il piccolo fuoribordo solo per un tratto del percorso. «Il resto l’ho coperto a remi, come impone la legge e il buonsenso ma dei due remi del tender non c’è traccia nel verbale. Così come non c’è traccia della segnaletica che i comuni dovrebbero essere costretti a sistemare lungo le coste, come impone l’ordinanza numero 24 del 2015 emanata dalla Capitaneria di porto», argomenta il velista parigino prima di constatare quello che, effettivamente, è un nervo scoperto nella gestione delle coste del Sinis, «organizzano i campi boe, cosa di cui siamo ben lieti, e poi multano chi decide di scendere a riva per visitare il sito. Tra l’altro, i multati sono spesso turisti straneri che non possono conoscere ogni piccolo dettaglio delle regole di ogni comune o provincia costiera». Claudio Zoccheddu
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