Centro storico, il nuovo piano approvato nella notte
Il via libera con i voti della maggioranza, opposizioni critiche I residenti hanno due mesi di tempo per inviare osservazioni
ORISTANO. Presenti, 23 votanti, 15 favorevoli, otto contrari. Era già trascorsa la prima mezz'ora del primo giorno di agosto quando il presidente del Consiglio comunale Marco Cossu ha annunciato l'esito del voto che consente alla città di disporre di un nuovo e aggiornato Piano particolareggiato del Centro storico che sostituisce quello in vigore dal 1999 e orami inadeguato alle nuove necessità. Per il sindaco Guido Tendas, che l'ha difeso con i denti, «un risultato eccezionale per tutta la città». Per le opposizioni, che non hanno apprezzato la bocciatura “a prescindere” di quasi tutti gli emendamenti “uno schiaffo alla Democrazia e al Consiglio comunale”. Il parto è stato tutt'altro che indolore. Tra gli scontenti, c'è anche un consigliere di maggioranza, Peppe Lai (Gruppo Insieme), che però ha votato comunque a favore dopo aver ritirato tutti gli emendamenti che aveva presentato. Tra gli otto voti contrari anche quello di Marco Piras, approdato in Consiglio come primo dei non eletti del Partito Democratico, dal quale poi è uscito, e ora sempre più critico nei confronti della Giunta Tendas.
Il pomo della discordia sono le ormai famigerate aree speciali, e in particolare quella relative al palazzo Ex Enel di fronte alla Curia, quella del Palazzo Telecom in piazza Eleonora, quella del distributore di via Solferino e quelle di via Garibaldi. I proprietari all'alba di ieri hanno avuto di che brindare. Le norme delle aree speciali per loro valgono oro, come ha spiegato il consgiliere dell'Udc Giuliano Uras riferendonsi in particoalre a un a delle due aree speciali di via Garibaldi, quella relativa al tratto tra piazza Roma e vico Mazzini. «Facciamo fare tre piani a persone che sono già ricche e che domani mattina si sveglieranno straricche. Sono regali sciocchi e inutili che tra l'altro a mio modesto avviso danneggiano via Garibaldi» ha detto Uras senza tanti giri di parole.
Di importanti aumenti di volumetria e conseguente aumento di valore dei beni potranno beneficiare anche la società proprietaria dell'ex Palazzo dell'Enel, che nessuno finoora ha voluto comprare, e quello della Telecom davanti alla Chiesa di San Francesco nonchè i proprietari, residenti fuori dall'isola e non oristanesi, dei ruderi di via Garibaldi che si trovano proprio di fronte alla Chiesa di Santa Chiara. «Le aree speciali non si toccano» hanno replicato in sostanza tecnici e Giunta comunale, ognuno naturalmente per la propria parte.
E il primo tempo si chiude con la vittoria netta e neanche tanto sofferta di Guido Tendas e dell'assessore all'Urbanistica. Il secondo tempo si giocherà in aula non prima di ottobre.
Ora scattano infatti i 60 giorni di tempo per la presentazione delle osservazioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
