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Sagra della pecora, rinvio a settembre

Sagra della pecora, rinvio a settembre

S. N. Arcidano, dalla Pro loco un ramoscello d’ulivo al sindaco: «Non vogliamo alimentare polemiche»

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ARCIDANO. «Se agosto salta, ci riproviamo per settembre». La Pro loco dopo la rinuncia all’organizzazione della Sagra della Pecora prevista per oggi a causa dei tempi delle autorizzazioni, propone una nuova data.

Le polemiche avute con l’amministrazione comunale in merito ai ritardi nell’approvazione della domanda non hanno quindi fatto diminuire il desiderio di organizzare questo evento per la comunità. «Ci dispiace per la situazione creatasi con il Comune e per il rinvio della manifestazione, ma se l’autorizzazione ci viene comunicata il 28 luglio è naturale che non riusciamo a farla per il 2 agosto, sarebbe bastato un colpo di telefono», commenta il presidente della Pro loco Umberto Murtas, «ci dispiace per le accuse fatte dal sindaco, ma il nostro desiderio è di fare qualcosa per il paese non di polemizzare». Il sindaco ha spiegato che visto che la richiesta è stata fatta l’8 e la giunta si riunisce una volta alla settimana non si è potuto provvedere alla delibera prima del 22, ma che comunque la polizia locale avrebbe dato tutto il supporto nell’organizzazione dell’evento nei tempi utili. «Visto che ci è stato detto che abbiamo fatto la richiesta in ritardo ora per settembre si chiede pertanto con congruo anticipo, l'autorizzazione all'utilizzo del parco comunale, la piazza libertà e il palco», continua Murtas, «e per quanto riguarda le dichiarazioni del sindaco sul fatto che la manifestazione è completamente a spese del comune devo dire che non è così, anche l’anno scorso quasi l’80% è stato finanziato da noi, oltretutto nella delibera si legge che il contributo economico verrà quantificato successivamente, quindi diventa anche difficile organizzarci perché non sappiamo quale sarà il contributo del Comune». Ma al di là dell’incomprensione nata sulla questione autorizzazioni il sindaco accusa la Pro loco che le elezioni del nuovo consiglio dell'associazione non siano valide in quanto i due componenti espressione del Consiglio comunale non erano stati eletti e quindi non hanno potuto partecipare all’elezione del direttivo Pro loco. «Noi abbiamo seguito lo statuto, dovevamo convocare l’assemblea entro 30 giorni dalla scadenza del vecchio consiglio della Pro loco, non potevamo aspettare l’elezione del nuovo consiglio comunale per avere i due nuovi consiglieri prima di procedere alle elezioni in associazione», spiega Murtas, «abbiamo chiesto i nominativi dei consiglieri ma il sindaco non ce li ha dati perché mancava poco al rinnovo dell’amministrazione comunale e nessuno era disponibile, ora col nuovo consiglio comunale non ce li ha dati comunque perché dice che le elezioni Pro loco non erano in regola, ma noi non potevamo fare altro». Per dimostrare la volontà di chiarimento la Pro loco sarà presente all’incontro del 6 tra il sindaco e il presidente regionale Unpli.

Cristina Diana

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