Bonifica canali, fondi in arrivo
La Regione stanzia settantasettemila euro l’anno per pulire gli alvei
BOSA. Settantaseimila euro all’anno per tre anni consecutivi. Questo quanto la giunta regionale intende mettere in cantiere per la pulizia costante dei canali che dalle colline, attraversando la città, trovano sfogo sul Temo. «Promotore dell’iniziativa nell’esecutivo regionale l’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, su stimolo dei consiglieri di Bosa del Partito dei Sardi», spiegano dal gruppo politico di maggioranza in consiglio comunale. La notizia è filtrata ieri mattina la giunta ha approvato una delibera che consentirà alla città del Temo di ricevere complessivamente in tre anni 229mila euro per la pulizia dei canali».
Un problema non da poco quello dei corsi d’acqua che permettono il deflusso delle acque collinari verso il Temo, considerato che negli anni passati si sono verificati diversi eventi che hanno visto esondazioni in pieno centro. In varie zone di Bosa inoltre i canali sono tombati, come ad esempio quello di via La Marmora, che riceve le acque del rio S’Aladerru, e necessitano di costanti interventi di pulizia dai detriti che si accumulano nelle ondate di piena. Mentre in altre aree, come i canali di Su Seggiu (a parte l’attraversamento stradale di viale Alghero) e di Terridi (che riceve anche le acque trattate del depuratore) il tracciato dei fossati è invece a vista, e va periodicamente ripulito dalla vegetazione. «Si tratta di opere che hanno costante necessità di manutenzione, in modo che l’acqua possa scorrere verso il fiume senza intoppi. Per questo ci siamo impegnati con determinazione, stimolando l’interessamento dell’assessore Maninchedda e ottenendo questo risultato», commenta il consigliere Luciano Curella. I nuovi fondi vanno quindi ad aggiungersi all’imponente mole di finanziamenti da decine di milioni di euro annunciata nei mesi scorsi per cercare di ridurre a livelli accettabili i pesanti vincoli idrogeologici che pesano sulla città di fondo valle. Il Temo è certamente una risorsa ambientale e naturalistica di eccezionale valenza (tutta ancora da cogliere) turistica. Ma dove l’alto grado di rischio espresso in particolare dal Piano stralcio delle Fasce fluviali ha di fatto ingessato buona parte delle possibili soluzioni per il presente e futuro urbanistico ed edilizio cittadino, soprattutto nell’iter di adeguamento dell’ormai vetusto Piano Urbanistico Comunale al Piano paesistico regionale. Nodi che in molti sperano di poter sciogliere in tempi quantomeno accettabili.
Alessandro Farina
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