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Oristano

Le querce e le sugherete nasceranno dopo la cava

di Michela Cuccu
Le querce e le sugherete nasceranno dopo la cava

Busachi, il progetto di riqualificazione è stato presentato dalla concessionaria I lavori di estrazione andranno avanti solamente per altri venti anni

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BUSACHI. Funzionerà ancora per altri vent'anni, poi, una volta cessata l'attività di estrazione, al suo posto crescerà un bosco di lecci e sughere.

Una piccola rivoluzione si prospetta per la cava di materiali inerti che sorge in località "Ussei", non lontano da Busachi.

Nei prossimi giorni il Servizio delle valutazioni ambientali (Sva) dell'assessorato regionale all'Ambiente dovrà infatti decidere sul progetto di verifica presentato dalla Pmc Granulati, l'azienda con sede a Marrubiu che utilizza l'impianto per la produzione di materiali da costruzioni.

Se il progetto sarà presentato, la cava, che da lavoro stabile a quattro persone, continuerà ad operare ma con una serie di differenze importanti rispetto al programma originale, datato oltre vent'anni fa.

Si ridurranno ad esempio in maniera sensibile, circa il 15 per cento, i quantitativi di materiale estratto, con una produzione annua prevista comunque pari a 25mila metri cubi all'anno, considerato che le riserve calcolate sono pari a 600mila metri cubi.

La cava, che sorge lungo la strada provinciale per Samugheo, a poco più di un chilometro dall'abitato di Busachi, verrà sfruttata con l'utilizzo di mezzi meccanici più moderni di quelli utilizzati fino ad oggi, ma soprattutto, l'estrazione sarà fatta, come prevede il progetto, in maniera da non creare danni alla morfologia del terreno o problemi di tipo geologico.

Fra le novità che verranno introdotte, la realizzazione di un impianto di frantumazione e vagliatura del quale la cava fino ad oggi non dispone, ma anche di un granulatore, qualora il materiale estratto dovesse essere utilizzato per la produzione di calcestruzzi o conglomerati bituminosi.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il piano di ripristino ambientale, per il quale l'azienda ha previsto un investimento di oltre 170mila euro.

Al posto della cava, ormai esaurita, crescerà un bosco di oltre 2mila querce.

Sarà questo l'ultimo e definitivo omaggio a un territorio che con la cava ha subìto un salasso ambientale di non poco conto.

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