Schianto sulla 131, muore un camionista
Tamponamento nella salita di Mogoro. Dopo aver perso entrambi i piedi non è sopravvissuto alle ferite riportate
MOGORO. Doveva essere solo un’altra normale giornata di lavoro, è diventato un giorno di sangue. All’ospedale di San Gavino, dopo aver lottato per diverse ore, Roberto Marongiu, 50 anni di Monastir, autista di uno dei due camion protagonisti dell’incidente che ieri mattina ha paralizzato la 131 per circa un’ora, all’altezza della salita nella zona della Cantina Sociale, ha chiuso gli occhi per sempre.
È al chilometro 61 in direzione Cagliari, che un primo camion, guidato da Fausto Arcieri dipendente della Concas Srl di Arbus, procede lentamente. Poche centinaia di metri di strada in pendenza, dove in un attimo inspiegabile piomba sul primo un secondo camion Iveco. Lo guida proprio Roberto Marongiu, trasportatore per la Agripacking di Cagliari. L’abitacolo urta la parte posteriore dell’altro automezzo che procedeva nella stessa corsia di marcia. La cabina diventa una trappola e le lamiere feriscono alle gambe Roberto Marongiu. Le lesioni sono gravissime, tanto che da subito si capisce che sarà quasi impossibile un recupero della parte inferiore di entrambi gli arti, ma ancora si lotta perché si spera almeno di salvargli la vita. L’autista è intrappolato nell’abitacolo e lì vi resta per quasi un’ora. I vigili del fuoco del distaccamento di Ales intervengono dopo pochi minuti, ma faticano parecchio ad aprirsi un varco in quella che si è trasformata in una trappola mortale.
Devono usare vari strumenti per riuscire a farsi spazio tra le lamiere e dopo oltre mezzora di lavoro riescono a liberare l’autista, un’operazione altrettanto drammatica per via delle condizioni degli arti ormai amputati. Mentre i carabinieri della Compagnia di Mogoro si occupano del traffico e della lunga coda che si è formata, un’ambulanza del 118 è già arrivata per trasportare il ferito all’ospedale più vicino. Si corre a tutta velocità verso San Gavino, dove inizia subito l’intervento chirurgico con il quale si cerca di salvare la vita a Roberto Marongiu, ma è tutto maledettamente inutile.
Resta sotto i ferri per diverse ore, poi alle 16 il bollettino medico diventa purtroppo definitivo e il punto è quello del non ritorno. Ma anche in situazioni del genere c’è chi deve fare il proprio dovere e così, mentre la carreggiata viene sgombrata, i carabinieri si occupano di ricostruire la dinamica dell’incidente, con i due camion che sono stati messi sotto sequestro. Il primo ha un pneumatico bucato e potrebbe essere questo il motivo del rallentamento che ha colto di sorpresa Roberto Marongiu che non è così riuscito ad evitare il tamponamento e la morte. In un giorno qualunque, un qualunque giorno di lavoro. Purtroppo diverso da tutti gli altri.
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