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Oristano

Crollo della ludoteca, sanzione per il sindaco

di Enrico Carta
Crollo della ludoteca, sanzione per il sindaco

La Asl ha rilevato altre carenze per la sicurezza: multa da ventimila euro Mario Pala: «È una beffa, ci opporremo. Lavoriamo in condizioni assurde»

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MAGOMADAS. Dopo il danno, la beffa. Tale la considera il sindaco Mario Pala, che dalla Asl è stato chiamato in prima persona a rispondere di una serie di sanzioni amministrative. Colpa, anche questa, del crollo del soffitto della ludoteca comunale, costruita quando Mario Pala nemmeno ipotizzava che avrebbe fatto il sindaco di Magomadas. Ma adesso c’è lui sulla poltrona non certo comoda di primo cittadino ed è lui stesso ad essere stato chiamato in causa dal Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl.

Così, come se fosse il datore di lavoro di un qualsiasi cantiere privato, si ritrova a dover pagare una sanzione amministrativa che sfiora i ventimila euro per una serie di inadempienze che nulla hanno a che fare col crollo e che senza il crollo difficilmente sarebbero state rilevate.

Nel verbale in cui gli vengono contestate, si parla di assenza di luci di emergenza, di assenza di antiscivolo nelle scale e di una serie di norme di sicurezza non rispettate. Possono sembrare piccolezze, ma tali non sono considerate e così è il sindaco che in prima persona è chiamato a rispondere dell’illecito amministrativo e quindi a dover pagare.

Il tutto in ipotesi, perché ci sarà un’opposizione che il Comune presenterà contro queste sanzioni. Si andrà quindi in causa e si vedrà chi ha ragione, anche se questo vuol dire che a Mario Pala sarà tolta la possibilità di un accordo che avrebbe più che dimezzato la somma totale.

La verità è che il primo cittadino non ci sta e vuol reagire di fronte a quella che ritiene una beffa: «Mi chiedo chi ce lo faccia fare. Ormai essere sindaco è solo fonte di problemi. Non basta che il clima non è sereno, in più dobbiamo fare i conti con problemi come questo. Non sappiamo più come muoverci: da una parte non arrivano soldi, dall’altra dobbiamo pensare a tanti problemi senza i mezzi per risolverli. Così, per un edificio costruito tantissimi anni fa, verrò chiamato in causa direttamente».

Ma le beffe mica sono terminate. La preoccupazione è che l’arrivo delle piogge possa danneggiare il resto dell’edificio e per questo il Comune aveva chiesto l’autorizzazione a poter togliere le macerie. Ma c’è l’inchiesta penale per cui l’area resta, giocoforza, sotto sequestro. E allora nulla si muove, sperando che l’acqua sia clemente col resto dell’edificio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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