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Oristano

Il bando per il convegno: contestato e poi sospeso

Il bando per il convegno: contestato e poi sospeso

L’agenzia della Regione cerca un hotel per un simposio sul benessere animale I requisiti richiesti: struttura entro i 3 chilometri dalla 131. Con tanti esclusi

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ORISTANO. Un bando di gara destinato agli alberghi per ospitare un convegno sul benessere animale ha creato qualche imbarazzo alla Regione e alla sua agenzia Laore. Tanto che, nella serata di ieri, il bando è stato sospeso “in attesa di definire con maggiore precisione dettaglio, luoghi e tempi dove effettuare i due convegni”. Per come era stato strutturato il bando non avrebbe consentito di parteciparvi a nessuna impresa del settore che opera in città. Il bando era stato predisposto da Laore Sardegna con la priorità che la struttura si debba trovare entro la distanza di 3 chilometri dalla 131. Una scelta, questa della distanza massima, definita «inopportuna e immotivata», da Federalberghi che penalizza e discrimina in modo particolare le imprese alberghiere del capoluogo.

«Una discriminazione bella e buona da ritenere inaccettabile e che penalizza in modo decisamente pesante le strutture ricettive e organizzate del capoluogo, a vantaggio in questo caso di pochissime se non di una sola impresa – hanno denunciato il presidente e il vice presidente di Federalberghi di Oristano, Pino Porcedda e Massimo Nioi – abbiamo infatti appreso del recente bando promosso da Laore Sardegna, finalizzato ad ospitare un convegno sul benessere animale che si svolgerà in provincia di Oristano i prossimi 24 e 25 settembre. Fermo restando i requisiti primari di cui la struttura dovrebbe disporre, in questo caso l'offerta di una sala attrezzata da 250 posti e con adeguati servizi, contestiamo la decisione della direzione di Laore Sardegna di escludere la partecipazione degli alberghi ubicati ad oltre 3 chilometri dalla Statale 131. Questo è un modo scorretto di limitare la partecipazione a strutture ricettive che dispongono da anni di importanti servizi. È del tutto evidente che in questa occasione la scorrettezza – hanno aggiunto Pino Porcedda e Massimo Nioi – venga messa in atto da un Ente di diretta emanazione della Regione, forse con il solo obiettivo di limitare la partecipazione alla gran parte degli alberghi della provincia di Oristano».

Per evitare ogni allusione Porcedda e Nioi hanno precisato: «le nostre strutture private, non possono ospitare un numero così altro di ospiti per questo genere di servizi - hanno concluso i vertici di Federalberghi - e che abbiamo mosso la contestazione per tutelare tutti i nostri associati».

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