Spiaggia per nudisti a Maimoni
Gli amanti della tintarella integrale si sono ritagliati uno spazio
CABRAS. In questo caso il tipo di costume da bagno non c'entra. Anzi. Chi ha scambiato la spiaggia di Maimoni per un campo nudista si può preoccupare di tutto, ma non del costume, per quanto possa essere piccolo o provocante.
La trasformazione di uno dei lidi più frequentati del Sinis in una spiaggia nudista continua gradualmente, senza che nessuno si lamenti o prenda posizione. Se a qualche centinaio di metri due persone sono arrivate a insultarsi per un apprezzamento nato da un perizoma, a Maimoni il problema è stato risolto facendo sparire il costume.
I nudisti hanno ormai colonizzato la parte di spiaggia più complicata da raggiungere, quella vicina a Punta Maimoni, cancellando di fatto il tabù dell'abbronzatura integrale. La migrazione dei bagnanti in costume adamitico è partita dalla spiagge desolate di Seu e, nel corso degli anni, ha conquistato la sabbia di Is Caogheddas fino a quando i più coraggiosi hanno occupato anche l'ultimo tratto di Maimoni.
Per non sbagliare e per rendere riconoscibile il tratto di spiaggia, hanno disseminato indizi lungo il percorso. Chi arriva da Turr'e Seu non può perdersi, per raggiungere la "playa nudista" è sufficiente seguire le indicazioni naif lasciate dai pionieri della tintarella integrale. L'invasione, intendiamoci, non è mai iniziata ma da quelle parti non è raro imbattersi in coppie di naturisti, generalmente di una certa età. Il problema, oltre a quello generato dal comune senso del pudore, è che il nudismo è vietato nelle spiagge del Sinis. Qualcuno lo tollera, magari nelle spiagge più appartate, ma l'assenza di controlli sta convincendo i più temerari a conquistare nuovi lidi dove la convivenza con i bagnanti “tradizionali” potrebbe essere più complicata. (c.z.)
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