La vittoria sui cieli è targata Aeronike, Fenosu spera ancora
La società svela i suoi progetti per rilanciare la struttura: «Un polo sardo che faccia da guida all’aviazione generale»
ORISTANO. Fenosu, forse si può e stavolta per davvero. Accantonata l’idea dell’aviazione commerciale che aveva generato il passivo milionario che ha rischiato di mandare gambe all’aria la società di gestione dell’aeroporto, ecco che la nuova frontiera dell’aviazione generale sembra offrire maggiori garanzie e rinnovate speranze. Una su tutte, quella di non veder morire la struttura sulla quale, piacciano o meno le scelte politiche del recente passato, si sono investiti tantissimi soldi pubblici.
Il primo passo è stato compiuto dalla società Aeronike nei giorni scorsi. L’imprenditore Riccardo Faticoni ha presentato l’unica offerta per l’acquisto delle quote dalla Camera di Commercio che ha messo in vendita le sue partecipazioni societarie e ora, in attesa, che l’acquisizione diventi definitiva pensa già a come inserirsi nel bando di vendita della restante parte della Sogeaor, oggi in mano a Provincia, Comune e Consorzio industriale che hanno deciso di disfarsene e di dar spazio ai privati.
In questa seconda scalata, la Aeronike potrebbe essere accompagnata da altri imprenditori, ma i condizionali spariscono nel momento in cui si parla di idee perché Riccardo Faticoni ce le ha chiarissime sin da ora: «La nostra è un’azienda storica, nata nel 1966. Ci siamo prima dedicati all’antincendio con l’utilizzo di aerei piper. Sin dagli anni Settanta ci siamo dedicati all’aerofotogrammetria e abbiamo lavorato con tanti Comuni. Ora abbiamo numerosi clienti internazionali».
Eppure la Aeronike, dopo che le scelte gestionali dell’aeroporto di Elmas hanno tolto spazio all’aviazione generale e alle piccole società, da due anni ha come sede operativa l’aeroporto di Bologna. «C’è però la volontà di tornare in Sardegna – spiega Riccardo Faticoni – e l’operazione Fenosu va proprio in questa direzione. Guardiamo con molta speranza all’aeroporto di Oristano. Del resto l’Enac è stata categorica, nel momento in cui ha tolto la licenza per l’aviazione commerciale allo scalo».
Le difficoltà economiche della Sogeaor hanno fatto il resto e ora, dato l’addio al trasporto di passeggeri e merci, il nuovo obiettivo è proprio quella di gettarsi a capofitto nell’aviazione generale che offre notevoli possibilità, più a misura di piccolo aeroporto. «Le occasioni sono svariate – va avanti il proprietario della Aeronike –. Ci sono i voli privati, il diporto aeronautico, il paracadutismo, gli aeroclub, le scuole di volo e Fenosu è una base geografica ottimale per lo sviluppo del mercato in particolare con il Nord Africa e perché diventi un polo guida per l’aviazione generale in Sardegna».
Si resta quindi in attesa del bando e della cessione delle restanti quote in mano ai soggetti pubblici. «Il mio auspicio – conclude Riccardo Faticoni – è che si facciano avanti anche altri privati con interessi sull’aviazione generale e che si possano sviluppare attività legate al turismo. Di sicuro abbiamo come obiettivo quello di rendere vivo l’aeroporto visto l’investimento effettuato negli anni e per questo si deve guardare a tutte le opportunità che il momento offre». È per questo che le nuove tecnologie troveranno inevitabilmente spazio. I droni, il loro utilizzo e la possibilità che Fenosu possa anche fare da richiamo per le sperimentazioni del Distretto Aerospaziale della Sardegna diventano attuali.
Chissà che la resurrezione non sia davvero a un passo.
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