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ORISTANO

Sequestrato più di un quintale di pesce in un ristorante

La cella frigo in cui è stato sequestrato il pesce
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La cella frigo in cui è stato sequestrato il pesce

Operazione della Capitaneria di porto: gli alimenti non avevano l'indicazione di provenienza. Scatta anche una multa da 1200 euro

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ORISTANO. Era tutto pronto per le ottime mangiate giorni di Ferragosto, ma la scorta di pesce e frutti di mare di un noto ristorante cittadino è finita sotto sequestro dopo il blitz degli uomini della Capitaneria di porto coadiuvati dai tecnici del Dipartimento prevenzione e sicurezza alimentare della Asl.

Un quintale e mezzo di alimenti è stato sequestrato dopo che il ristoratore non è stato in grado di fornire i documenti che ne attestavano la provenienza. Nella cucina e nelle celle frigo era custodita una notevola varietà di pesce, tutto senza etichetta e quindi conservato abusivamente.

Si tratta di dentici, tranci di pesce spada, ritagli di tonno, coda di rospo e cefali, a cui vanno aggiunte alcune bottiglie di plastica il cui contenuto era della prelibata polpa di riccio.

I militari hanno provveduto a contestare al titolare del ristorante una sanzione di 1.176 euro e contestualmente hanno sequestro tutto il pesce privo dei documenti di tracciabilità.

La mancata evidenza delle varie fasi della catena di produzione alimentare, attraverso le quali il prodotto ittico dal mare viene servito in tavola, può infatti costituire un pericolo per la salute pubblica e per la qualità del pescato. E' il motivo per cui la Guardia Costiera effettua i controlli in materia di tracciabilità in modo da tutelare il consumatore.

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