Eolico, due richieste a Narbolia
Presentate le domande per l’installazione di aerogeneratori da 59 megawatt
NARBOLIA. Il Montiferru continua ad essere oggetto delle attenzioni, poco gradite, degli speculatori dell’energia. Questa volta la richiesta per installare 2 aerogeneratori (pale eoliche) della potenza di 59 megawatt ciascuna, una in località “Campu Darè” e l’altra in località “Tianu”, entrambe nel territorio del Comune ed entrambe in prossimità di zone archeologiche di grande importanza per gli studiosi. Qualche giorno fa il sindaco Maria Giovanna Pisanu ha informato il suo gruppo dell’arrivo delle due richieste, protocollate dall’ufficio Suap in data 31 luglio, entrambe presentate dalla Cap4 srl e dalla Rago V-Power srl ed entrambe con sede nella provincia di Potenza. “Non ero presente a quell’incontro, ma per quanto mi riguarda - ha detto Lucia Dessì, consigliere di maggioranza - sono assolutamente contraria all’installazione di pale eoliche nel nostro territorio”.
I generatori dovrebbero sorgere all’interno di due terreni privati, e l’energia prodotta dovrebbe alimentare altrettante aziende agricole. “Queste imprese - prosegue Dessì -, solitamente, chiedono i terreni in concessione ventennale. Poi spariscono lasciando ad altri il compito di smaltire i materiali divenuti vetusti”.
A Tianu si trova il nuraghe Crabia: un nuraghe di tipo complesso edificato nel Bronzo Medio, e i resti di un villaggio abitato fino al periodo romano tardo antico, e a “Campu Darè ci sono i resti di un villaggio nuragico, due tombe “de Janas”, tombe di giganti e Dolmen: due siti, quindi, di particolare rilevanza. Che andrebbero valorizzati ai fini turistici e non deturpati con la presenza di pale eoliche alte anche 30 metri. Intanto l’opposizione, in attesa che la Regione emani il regolamento in materia di installazioni e ricerche di fonti energetiche, lo scorso 7 agosto ha presentato una richiesta di convocazione straordinaria e urgente del consiglio comunale. “La paura di noi Consiglieri - ha detto Gian Giuseppe Vargiu, della minoranza - è che, non avendo adeguato nel Puc la normativa che impedisce la realizzazione di quel genere di impianti, le richieste degli speculatori fiocchino. Parliamo tanto di valorizzazione dei percorsi archeologici, poi ci ritroviamo pale eoliche alte 30 metri a poca distanza dai siti”.
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
