Sul caso rifiuti c’è l’ombra degli attentati
La linea per il trattamento del “secco” a Masangionis (Arborea) è ancora bloccata dopo l’incendio di inizio agosto
ARBOREA. Solo la relazione tecnica dei vigili del fuoco potrà chiarire con certezza le cause del rogo che ha danneggiato gli impianti di trattamento dei rifiuti di Masangionis, lo scorso 2 agosto. Sia i tecnici della Vittadello, la società che gestisce gli impianti, che il perito assicurativo non avrebbero, almeno per ora, potuto chiarire le cause dell'incendio che ha bloccato di fatto la linea dell'impianto del secco.
Nella struttura di Arborea è infatti rimasto in funzione, per ora, il blocco che tratta l'umido. Secondo il Consorzio industriale provinciale, proprietario degli impianti, il guasto non potrà essere riparato prima del mese di ottobre. In ogni caso la raccolta differenziata nel bacino dell'Oristanese, che serve una popolazione di oltre 200mila abitanti, va avanti grazie al nullaosta provvisorio concesso dall'amministrazione provinciale. «Il commissario straordinario ha autorizzato l'utilizzo della discarica interna nell'impianto di Masangionis – ha spiegato il direttore del Cipo, Marcello Siddu - garantendo quindi il proseguimento della raccolta differenziata nei Comuni del nostro bacino di conferimento. A fine settembre dovrebbe essere attivata una struttura mobile che consentirà il trattamento del secco, mentre l'impianto dovrebbe essere riparato nel mese di ottobre. Relativamente all'umido, non ci sono problemi e quella linea è attiva. Sull'incidente accaduto non siamo ancora in grado di sapere assolutamente niente - ha osservato Marcello Siddu -. Siamo in attesa di conoscere la relazione dei vigili del fuoco. A loro va comunque il doveroso ringraziamento per il tempestivo intervento che ha limitato i danni. Questi sarebbero stati ben più pesanti se fosse arrivati solo pochi minuti dopo. Mi auguro comunque che dietro l'episodio non ci sia un fatto doloso. Un fatto analogo era accaduto qualche mese prima – ha concluso il direttore del Cipo - ma gli addetti erano intervenuti in tempo. Un razzo di segnalazione mischiato al secco aveva innescato un incendio».
Di analoghi episodi si è occupato di recente anche il Fatto Quotidiano con un servizio firmato il 13 agosto da Giorgio Meletti. Il giornalista ha pubblicato una inchiesta dopo una serie di “incidenti” che hanno interessato ben 10 impianti di trattamento di rifiuti nella Penisola. Secondo il quotidiano la metà degli incidenti sono risultati dolosi, tanto che il M5S ha depositato in Parlamento un dossier con la richiesta di apertura di una inchiesta.
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