Comune contro Abbanoa In giudizio per i reflui
CUGLIERI. Con una delibera datata quattro agosto 2015, il Comune ha dato formale mandato allo studio dell’avvocato Rafaele Cocco, del foro di Oristano, di citare in giudizio Abbanoa per i...
CUGLIERI. Con una delibera datata quattro agosto 2015, il Comune ha dato formale mandato allo studio dell’avvocato Rafaele Cocco, del foro di Oristano, di citare in giudizio Abbanoa per i risarcimento dei danni subiti in conseguenza ai ripetuti episodi di sversamento di liquami reflui sul litorale della borgata marina di S’Archittu.
«Dal 1999 a oggi – si legge nel documento firmato dal sindaco Andrea Loche – sono stati emessi diversi provvedimenti di interdizione dell’utilizzo degli arenili e degli specchi d’acqua antistanti le aree interessate dagli sversamenti». Ben sette ordinanze riguardano S’Archittu (due nel 2015) e tre Santa Caterina di Pittinuri. In piena estate due tratti di arenile, uno antistante l’ex discoteca “s’Istella de su mare” e l’altro di fronte a “sa Cobedina de Santu Nicolau”, sono rimasti interdetti alla sosta e al posizionamento degli ombrelloni per un mese.
«Dopo l’ennesimo problema causato dall’inefficienza del macchinario di sollevamento dei liquami reflui – aveva detto Andrea Loche – abbiamo incaricato l’avvocato Cocco di valutare se ci fossero gli estremi per procedere legalmente contro Abbanoa, per i danni causati all’ambiente e all’immagine della borgata». La relazione prodotta da legale oristanese, quindi, ha stabilito che “esiste un nesso causale tra la negligente custodia degli impianti ed il ripetuto verificarsi degli sversamenti”. Pertanto, al fine di determinare l’entità dei danni subiti dal Comune, la giunta ha deciso di procedere con la richiesta di risarcimento danni.
«Per i motivi evidenziati, quindi – si legge – la giunta delibera di incaricare l’avvocato Rafaele Cocco per la citazione in giudizio di Abbanoa per il risarcimento dei danni subiti dal Comune in conseguenza dei ripetuti episodi di sversamento sul litorale». L’interdizione prolungata dell’arenile, e quella (durata pochi giorni) di divieto di balneazione nello specchio d’acqua antistante l’area transennata ha causato non pochi problemi agli operatori economici della borgata di S’Archittu, e a turisti e residenti. Tanto che, esasperati dalla ripetuta inefficienza di quell’impianto, si è perfino creato un comitato spontaneo che ha organizzato una raccolta di firme da allegare a una lettera inviata al Procuratore della Repubblica di Oristano, per denunciare la situazione venutasi a creare. Le analisi effettuate dall’Arpas sui campioni d’acqua e di sabbia, prelevati in diversi momenti, hanno detto che non c’è più presenza di batteri pericolosi per la salute delle persone. Tuttavia, la delocalizzazione di quell’impianto, troppo vicino all’arenile, appare quanto mai urgente e indispensabile.
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