Sa Mesa Longa, tragedia sfiorata: uomo salvato da un turista
È successo giovedì lungo la costa di San Vero Milis. Il tratto di mare non è sorvegliato, ma serve più cautela
SAN VERO MILIS. Il sacrificio di Enzo Curtale, stroncato da un malore dopo aver salvato due turisti a San Giovanni di Sinis, non ha insegnato proprio nulla. Giovedì sera un uomo di 45 anni è stato salvato per miracolo da un turista romano. Quando lo ha raggiunto era già sotto tre metri d'acqua ed ha rischiato seriamente di morire annegato.
L'episodio è accaduto nel tardo pomeriggio a Sa Mesa Longa, nella marina di Putzu Idu. Secondo quanto si è appreso, l'uomo si è gettato in acqua nonostante il mare fosse decisamente mosso. Quel tratto di costa non è per niente pericoloso ma le condizioni del mare sconsigliavo l'immersione. L'imprudenza ha invece rischiato di giocare un brutto tiro al bagnante: dopo poche bracciate è scomparso tra i flutti. Quanto stava accadendo, e soprattutto le possibili conseguenze, non sono sfuggiti per fortuna al turista romano che senza perdere un attimo si è lanciato in acqua ed ha soccorso il bagnante. Lo ha trascinato a riva portandolo in salvo sulla battigia.
Come noto, anche in quella spiaggia, non c'è alcuna postazione di salvamento a mare, così come non c'è esposta alcuna bandiera rossa di allarme. Bastavano le condizioni del mare per sconsigliare quel pericolo tuffo in un mare decisamente poco rassicurante.
La notizia del salvataggio si è sparsa velocemente nella borgata ed è rimbalzata sui social network. «Ho appreso dell'episodio proprio da Facebook – ha raccontato Maurizio Manca, presidente dei volontari della protezione civile Omrcc di Oristano – e così mi sono informato su quanto accaduto. Si è rischiata una nuova tragedia nel mare sardo ed in particolare nell'Oristanese. Come si sa in quella spiaggia non c'era il bagnino e non era esposta nemmeno la bandiera rossa. Mi chiedo se dobbiamo ancora piangere prima che qualcuno si muova? Non è possibile che le autorità continuino a ignorare questo problema e che si nascondano dietro la mancanza di fondi».
L'episodio scatenerà nuove e velenose polemiche, soprattutto dopo la tragedia di San Giovanni di Sinis, con il sacrificio del giovane di Oristano.
«Ho avuto anche io notizia dell'accaduto dal responsabile dei volontari del soccorso dell'Omrcc – ha osservato il comandante della capitaneria di Oristano, Rodolfo Raiteri – nessuno ci aveva informati dell'incidente. Per fortuna non è accaduto niente grazie all'intervento del turista. Ma è chiaro che non può essere sottovalutata questa situazione. Occorre che i bagnanti si rendano conto di quanto può essere pericoloso mettersi in acqua quando le condizioni del mare non lo consentono. Oggi ancora di più visto quanto è accaduto a San Giovanni, proprio per l'assenza di una postazione di salvamento a mare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
