La Nuova Sardegna

Oristano

I litorali oristanesi? «La nuova riviera italiana»

di Caterina Cossu
I litorali oristanesi? «La nuova riviera italiana»

L’inviata del quotidiano londinese Guardian scopre le coste occidentali dell’isola Spiagge e località perfette anche per gli esigenti sudditi di Sua maestà britannica

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ORISTANO. Sul quotidiano londinese Guardian la chiamano la nuova riviera italiana. Con spiagge “stunning”, stupende, e costi assolutamente abbordabili, alla portata delle tasche degli inglesi. È la giornalista Liz Boulter che ad agosto ha portato i sudditi di sua maestà a scoprire la Sardegna, nell’inserto viaggi della testata britannica. E a leggere il reportage fino in fondo, che spazia dal nord al sud, dall’est all’ovest senza tralasciare l’isola di sant’Antioco, si scopre che la guida speciale di questo viaggio è niente meno che un’oristanese. Tiziana Tirelli è la “destination specialist” che ha aiutato la giornalista anglosassone a recensire luoghi e strutture per vivere una vacanza da sogno. «Tiziana mi è stata indicata da una conoscenza in comune come persona di riferimento per questo genere di lavoro, e in effetti lo è stata davvero», racconta la giornalista inglese. L’occasione, dunque, è stata colta al volo: «Penso sia un dovere come operatori turistici mettersi a servizio della stampa internazionale. Ringrazio gli hotel e i colleghi che hanno collaborato insieme a me per la riuscita di questo servizio, di cui beneficerà tutta la Sardegna». Nel paragrafo dedicato all’Oristanese, provincia definita “elegante” e per celebrare la quale, nella versione on line dell’articolo, troneggiano una foto di Torregrande che non ha nulla da invidiare ai caraibi e di Su Pallosu, grande rilievo ha il Sinis. «San Giovanni di Sinis è perfetta per le immersioni, ha un’area di rovine impressionanti e la vicina spiaggia di Is Aruttas ha l’arenile che sembra un risotto e risplende di bianco in contrasto alle rocce color ocra che fanno da sfondo». Si passa in ogni caso prima da Torregrande, «dove la cittadina di recente costruzione è piacevolmente chiassosa, piena di localini, e dove il lungomare chiuso al traffico permette ai ciclisti e skateboarder di passeggiare tranquillamente di fronte al mare, oltre che ai ragazzi di giocare a pallone sotto la torre». Placida, pianeggiante e perfetta per essere esplorata in bicicletta, la costa occidentale è consigliata dalla giornalista alle famiglie con figli già grandi: «la spiaggia sprofonda subito appena entrati in acqua e non è l’ideale per i bimbi che muovono i primi passi». Una vetrina unica, per l’Isola, posto peraltro che le abitudini vacanziere degli inglesi sembrano collimare con quell’idea di turismo che tanti sognano per i litorali sardi.

«L’Italia offre molto ai vacanzieri, ma sono davvero pochi i britannici che guardano all’Italia per il mare e il sole. Non fanno affatto per il gusto anglosassone le spiagge invase da schiere di ombrelloni e sdraio di colori diversi, suddivisi per stabilimento. Ma in Sardegna non è così». E sono proprio le caratteristiche incontaminate e selvagge delle coste dell’Isola ad aver incantato la giornalista inglese.

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