Mancosu, maratoneta nonostante il diabete
Seneghe, a 52 anni l’atleta convive con la patologia e ha corso anche alla 100Km Firenze-Faenza
SENEGHE. «Quando, nel 1990, mi fu diagnosticato il diabete di tipo 1, mi crollò il mondo addosso». A parlare è Salvatore Mancosu (per tutti Tore), classe 1963, a settembre compirà 52 anni, calciatore dilettante di buon livello e adesso bravissimo maratoneta.
«Ti devi dimenticare lo sport se non vuoi avere altri problemi, dissero i dottori. Avevo appena 26 anni – racconta Tore –, il calcio era la mia passione e pensare di non giocare più, per qualche giorno mi scosse notevolmente».
Ma lui ad arrendersi non ci pensava proprio e, dopo un breve periodo di riflessione, ha fatto l’esatto contrario. «Nel 2007, durante una riunione dell’associazione nazionale italiana atleti diabetici (Aniad), il presidente della sezione oristanese, Marcello Grussu e il diabetologo Gianfranco Madau, mi invitarono a partecipare al campionato di mezza maratona che si svolgeva in Sicilia. Con un po’ di titubanza – prosegue –, e senza i necessari allenamenti, decisi di partecipare. Mi misi davanti ai top runners convinto che si dovesse correre il più veloce possibile. Arrivai in condizioni disastrose, ma arrivai».
Quella fu la molla che fece scattare una passione che ha portato Tore Mancosu a gareggiare in Sardegna e nella penisola. Dopo un altissimo numero di mezze maratone, disputate e concluse, l’atleta, che corre con i colori Marathonclub Oristano, decise che fosse arrivata l’ora di passare ai 42 chilometri e 150 metri: la distanza corsa da Filippide, da Maratona ad Atene, per comunicare l’esito vittorioso della battaglia combattuta nel 490 a. C. dai greci contro i persiani.
«L'esordio avvenne a Roma, in mezzo ad una marea di atleti provenienti da tutto il mondo. Successivamente ho gareggiato a Pisa, Torino, Firenze, Treviso, Barcellona, Amsterdam e Nizza».
Quest'anno, Tore, ha già disputato 11 gare, tra cui l’ultramaratona, sulla distanza di 58 chilometri, denominata dello “Strasimeno”, e tra una mezza maratona e una maratona, i campionati per atleti diabetici, ha trovato il tempo di correre anche quella che viene definita una delle più belle gare del mondo: i 100 chilometri della Firenze-Faenza.
Eppure, anche se era il 1990, a questo straordinario atleta, era stato sconsigliato di praticare attività sportiva. «Credo – dice Tore – che sia importante sensibilizzare le persone affette dal mio problema che praticare sporti eviti, o ritardi, eventuali complicanze».
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
