La Nuova Sardegna

Oristano

IL CASO

Negato al detenuto l’incontro con il cane L’Istituto: non si può

Negato al detenuto l’incontro con il cane L’Istituto: non si può

ORISTANO. Un detenuto del carcere di Massama non può incontrare il suo cane per la mancanza di un apposito regolamento. Ne ha dato notizia Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione...

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Un detenuto del carcere di Massama non può incontrare il suo cane per la mancanza di un apposito regolamento. Ne ha dato notizia Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo diritti riforme, dopo la richiesta avanzata a suo tempo al direttore della Casa circondariale di Oristano, Pierluigi Farci. La richiesta del detenuto era motivata dall’opportunità di consentigli di poter incontrare l’animale a cui è particolarmente legato, al fine di lenire gli stati del suo disagio psicologico. «Manca un apposito regolamento che ne determini la precisa natura, le modalità e le finalità soprattutto – ha spiegato Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo diritti riforme – è per questi motivi che è stata respinta da parte del direttore la richiesta del detenuto. L’uomo si era rivolto alla nostra associazione manifestando proprio l’esigenza di poter vedere il suo cane. Lo scopo principale era quello di provare a lenire il suo grave stato di disagio psicologico»

Maria Grazia Caligaris ha spiegato, inoltre, che la direzione del carcere e quindi Pierluigi Farci, ha risposto immediatamente alla lettera dell'associazione umanitaria, ma facendo osservare come non sia possibile prendere un provvedimento che poi, a condizioni analoghe, non venga applicato anche agli altri detenuti. «Il direttore Farci mi ha spiegato come non sia mai stata risolta la qualificazione dell’incontro che, per le motivazioni solitamente addotte – spiega la Presidente di Sdr –, come anche in questo caso, assumono toni e carica emotiva da incontro come un prossimo congiunto: si tratterebbe quindi di un colloquio, ma non configurabile, visto che si tratta di un animale». «Relativamente alla Pet Therapy prescritta dalla psicologa dell’Istituto, al detenuto che soffre di crisi depressive, così come il cittadino privato della libertà – ha spiegato Pierluigi Farci – “non è certo prescrivibile dalla Asl come tante altre cure che non possono essere effettuate dai detenuti».

«Ribadiamo la necessità di predisporre un apposito regolamento – ha concluso Caligaris – come quello in vigore nelle carceri di Bologna, Livorno, Firenze e Montone, dove è possibile incontrare i cani, ma di consentire come avviene a Padova la convivenza in cella con canarini». (e.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative