Tari, il sindaco spiega i criteri delle tariffe
Bosa, Luigi Mastino respinge le critiche dell’opposizione e richiama alle nuove norme sui rifiuti
BOSA. «Facile cavalcare argomenti come questo e riportare solo le opinioni di chi ha subito un aumento. Le nuove tariffe Tari rispondono a precisi criteri di legge e per almeno il 70 per cento delle utenze domestiche e non domestiche il peso dei ruoli è inferiore ai precedenti». Luigi Mastino non ci sta a passare per il sindaco che ha aumentato le tasse locali e replica, non direttamente ma in una trasmissione in diretta andata in onda nei giorni scorsi dall'emittente Radio Planargia, alle polemiche lanciate nei giorni scorsi dai gruppi di minoranza Per Bosa e Udc. «Le norme ci impongono di calcolare il tributo, che da qualche anno pesa al 100% interamente sulle tasche dei contribuenti, su quanto effettivamente conferito. Da questo principio non possiamo derogare. Per questo abbiamo diminuito l'aliquota relativa ai metri quadri e aumentato la quota variabile, quella che pesa in relazione ai componenti il nucleo familiare» afferma Luigi Mastino. Il Comune di Bosa spende oltre due milioni di euro l'anno per il conferimento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e annessi e connessi in tema di rifiuti, considerando la miriade di estemporanei interventi per la bonifica di discariche abusive nel territorio. La Tari che pesa ormai interamente sui contribuenti locali dopo l'applicazione delle norme sulla devolution, sottolinea il sindaco. Che annuncia quindi «È in fase di espletamento la gara che aggiudicherà l'appalto per il prossimi anni, e che prevede alcuni servizi finora non presenti». Dall'opposizione contestano che nel 2015 non vengono più applicate le riduzioni previste in passato per gli ultrasessantacinquenni e per diversi altri casi, tra cui quello della presenza in famiglia di un disabile. «Erano riduzioni non eque, ad esempio perché ci sono over 65 che hanno redditi più che elevati. Abbiamo invece previsto duecento voucher da assegnare ad altrettante famiglie in stato di disagio economico e con Isee inferiore ai 5000 euro, che permetteranno un alleggerimento dei ruoli previsti. Come pure delle riduzioni del 10% per chi occupa un abitazione solo alcuni mesi l'anno, per gli emigrati residenti all'estero e per i bar etici, mentre la presenza di un disabile al 100% in famiglia non viene computata. Senza contare le dilazioni nei pagamenti. Meccanismi semplici, che evitano agli uffici il surplus di lavoro del passato nei controlli», conclude Luigi Mastino.
Alessandro Farina
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