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Insegnanti beffati, causa al ministero

Insegnanti beffati, causa al ministero

ORISTANO. Avevano seguito corsi e tirocini secondo quanto indicato dal Ministero, eppure, molti docenti quell’abilitazione all’insegnamento tanto sudata quanto indispensabile per passare di ruolo non...

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ORISTANO. Avevano seguito corsi e tirocini secondo quanto indicato dal Ministero, eppure, molti docenti quell’abilitazione all’insegnamento tanto sudata quanto indispensabile per passare di ruolo non l’hanno ottenuta. Per questo il sindacato Gilda ha promosso una class action nei confronti del ministero dell’Istruzione. Un problema serio, quello delle abilitazioni negate, che investe gli insegnanti che in questo modo, si vedranno negare l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Non stupisce dunque, come il numero degli insegnanti precari ad aver aderito all’iniziativa del sindacato guidato a livello provinciale dalla professoressa Gianfranca Frau, con la presentazione di un ricorso al giudice del Lavoro, depositata dall’avvocato Robert Sanna presso il Tribunale di Oristano, sia consistente. Per capire bene di che si tratta, bisogna partire dall’inizio. I corsi di abilitazione all’improvviso non più riconosciuti sono quelli indicati con le sigle Tfa e Pas ed erano stati istituiti appositamente dal Ministero e realizzati dall’Università. Non erano corsi gratuiti, perché a ciascun insegnante sono costati fra i 25mila e i 3mila euro, oltre naturalmente, alle spese di viaggio per raggiungere le sedi universitarie.

La scorsa primavera, chi aveva conseguito attraverso i corsi, l’abilitazione, era stato inserito nella seconda fascia delle graduatorie di istituto per le supplenze, al pari degli altri abilitati attraverso altre modalità, ad esempio, i corsi Ssis, concorsi, laurea in Scienze formative e corsi abilitanti speciali, sono però rimasti fuori dalle graduatorie ad esaurimento. Insomma, una vera e propria beffa per tanti docenti precari che avevano invece sperato di essere invece inclusi nelle graduatorie. Da qui la decisione di avviare la class action.

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