Morimenta, si lavora per tornare alla vita
Nella frazione di Mogoro le case-aziende agricole sono state devastate. Il sindaco Broccia: situazione drammatica
MOGORO. Quelle sono le loro abitazioni, loro non se ne andranno. Nemmeno se è crollato il tetto, nemmeno se si dovrà passare un’altra notte all’addiaccio e al buio totale. E non si tratta di un futile attaccamento alle suppellettili della casa. A Morimenta le case sono la vita e il sostentamento stesso delle novanta famiglie che ci abitano. Sono i loro campi, i loro animali, le serre e tutte le produzioni delle loro aziende agricole. E se una tromba d’aria, in dieci minuti, ha estirpato via tutto, loro si riprenderanno pezzo per pezzo quello che hanno messo in piedi in una vita di lavoro. «Un disastro, è peggio dell’alluvione. La situazione è estremamente seria» si è lasciato andare a un unico commento il sindaco Sandro Broccia, per poi tornare a occuparsi dell'emergenza. L’amministrazione, l’Enel e i soccorsi di vigili del fuoco e volontari hanno lavorato ininterrottamente per tutta la notte, da venerdì, e lavoreranno ancora oggi. Non solo le case sono state lesionate, e non una famiglia ha usufruito dell’ospitalità del bed&breakfast messa subito in campo dall’amministrazione. La gente di Movimenta ha perso tutto. Ci sono stalle, fienili e serre scoperchiati o distrutti; ettari su ettari di vigne, campi di mais e orti devastati; scorte aziendali compromesse; animali feriti o dispersi. La luce elettrica l’hanno staccata le balle di fieno, ciascuna pesante cinque quintali, che hanno vorticato in aria e assieme alla furia del vento hanno portato via i cavi dell’elettricità. Uno scenario da film di guerra che è invece la realtà e che assieme ai cittadini di Mogoro hanno subíto anche quelli di altre aree contigue, come Sa Zeppara, nel territorio di Guspini. La stima dei danni è per ora incalcolabile, ma si parla già di molti milioni di euro e la stessa Coldiretti ha comunicato ieri, dopo un monitoraggio effettuato nelle prime ore della giornata, che «i danni sulle aree colpite sono davvero ingenti e rischiano di minare l'attività futura delle aziende». L’associazione di categoria resta, peraltro, fiduciosa «sugli impegni assunti dall'assessore Elisabetta Falchi – ha commentato Giuseppe Casu, direttore Coldiretti Oristano – ma chiediamo che si agisca con celerità, dichiarando lo stato di calamità naturale, e agendo sul fronte dei risarcimenti dei danni e su quello dell'individuazione delle misure atte a supportare le aziende colpite. Chiediamo al presidente Francesco Pigliaru l'attivazione di una cabina di regia, che preveda un coordinamento tra tutti i soggetti interessati, tra cui Regione, agenzie agricole, amministrazioni comunali, in modo che tutte le fasi di attivazione delle azioni di supporto possano essere condotte rapidamente, con puntualità e precisione».
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