Moto fuori dalla processione, festa di Marceddì e polemiche
TERRALBA. Mentre non si placano le polemiche riguardo alla festa di Marceddì e soprattutto la processione di rientro, il sindaco Pietro Paolo Piras azzarda un bilancio. «Due dati ci rendono...
TERRALBA. Mentre non si placano le polemiche riguardo alla festa di Marceddì e soprattutto la processione di rientro, il sindaco Pietro Paolo Piras azzarda un bilancio. «Due dati ci rendono particolarmente orgogliosi. Alla fine della festa, la raccolta dei rifiuti indifferenziati a Marceddì, che nel 2011 era di 13540 Kg nel 2013 è scesa a 6440, nel 2014 a 5840 e quest’anno a 5000 – dice Piras –. Inoltre, per la prima volta le pinete non sono state invase dalle automobili e sono state fruite in piena libertà dai visitatori, senza traumi e senza le temute contestazioni. Il risultato eccezionale è stato reso possibile anche per la cortesia della famiglia Costa che ha messo gratuitamente a disposizione del Comune quattro ettari di terreno da adibire a maxi parcheggio». Molto più rumore ha fatto la polemica sui motorini e la loro presenza limitata durante la processione. In tanti infatti non hanno apprezzato il fatto che il loro passaggio sino alla piazza sia stato impedito e bloccato dalle disposizioni delle forze dell’ordine, e ci sono state forti contestazioni. «Concordo pienamente con due cose che ho sentito dire dal parroco don Madau, la processione è una manifestazione civile e religiosa del popolo, non un rodeo nel quale alcuni scapestrati mettono a repentaglio la salute e l’incolumità delle persone – continua il sindaco –. È meglio trovare una forma di convivenza tra i motorini e la processione in modo condiviso piuttosto che con l’imposizione delle autorità. A tal fine quest’anno ci siamo incontrati almeno cinque volte col comitato organizzatore e con i carabinieri. Abbiamo formulato diverse proposte, tra cui quella di dislocare i motorini al solito posto dentro il paese, ma a motore spento. La proposta non è stata presa in considerazione perché nessuno se l’è sentita di “garantire” il rispetto di questa regola». Questo l’auspicio per il prossimo anno: «Assieme a don Madau auspico anche io che, sulla base dell’esperienza di quest’anno, i centauri affezionati alla festa si possano costituire in un comitato che sia capace di garantire e far rispettare le ineludibili esigenze di rispetto della salute e dell’incolumità pubblica. Per quanto riguarda la presenza delle forze dell’ordine, ricordo che ogni autorità veramente importante quando è in visita viene accolta da un picchetto d’onore. Perché vogliamo dipingere le forze dell’ordine come nemiche delle persone perbene? Esprimo loro piena solidarietà e un vivo ringraziamento».
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