Festa del Rimedio, anima popolare e di fede
Oggi entrano nel vivo le celebrazioni dedicate alla natività di Maria Gli operai del Comune hanno ripulito le aree che portano al Santuario
ORISTANO. Un miracolo, anche quest’anno, la Madonna del Rimedio l’ha già fatto. Dopo mesi di abbandono, le strade e i marciapiedi che portano al Santuario, il piazzale e le aree verdi sotto i cavalcavia sono stati finalmente bonificati dalle sterpaglie e dalla montagna di rifiuti di ogni genere che li avevano ridotti in condizioni vergognose. In quanto proprietaria di quelle strade, di quel piazzale e di quelle aree verdi, ci avrebbe dovuto pensare la Provincia, che però con la scusa che soldi non ce n’è più ha preferito lavarsene le mani e, a scanso di equivoci, ha perfino ceduto temporaneamente al Comune il Ponte Grande e tutta la strada che dalla borgata conduce fino a Oristano.
Materialmente, a operare il miracolo sono stati quindi gli operai del Comune. Le migliaia e migliaia di fedeli che oggi arriveranno da Oristano e dai paesi del circondario, ma anche dal resto dell’isola ringraziano. La borgata ha cominciato ad animarsi già ieri mattina, ma il gran pienone per la festa della Natività di Maria è atteso per oggi. Sul fronte religioso, si comincia quando è ancora buio. La prima messa è in programma alle 5 del mattino. Le altre, una dietro l’altra, alle 6, alle 7, alle 8, alle 9, alle 10, alle 11 e alle 12 e per tutta la mattina le navate della basilica si riempiono di una grande folla di fedeli. Il bagno di folla sarà però nel pomeriggio per la concelebrazione della Santa Messa all’aperto presieduta dall’arcivescovo Ignazio Sanna, alla presenza delle autorità, con i malati in prima fila e migliaia di fedeli in preghiera.
«L’immagine di questa folla colpisce e fa pensare – s’interroga chi opera nel Santuario – ma anche ogni osservatore attento alla realtà socio religiosa del nostro tempo», spiega monsignor Vincenzo Curreli, rettore della basilica dal 1995, quando subentrò a monsignor Angelo Zonchello, scomparso proprio qualche settimana fa alle soglie dei cento anni.
«Mentre la secolarizzazione imperversa e mira a escludere Dio dalla vita sociale e ignorarlo in quella privata – spiega ancora monsignor Curreli – moltitudini sempre più considerevoli accorrono nei santuari di tutto il mondo e la mente va alle folle che si stringevano intorno a Gesù».
E come in ogni grande festa popolare che si rispetti, il profumo dell’incenso si mescolerà al fumo che sale dalle griglie degli arrostitori di muggini e di maialetti. Perché l’affollamento è grande anche sul fronte della festa pagana, e i muggini e le anguille arrosto del Rimedio sono cibo da leccarsi le dita e pazienza se costano quello che costano. Quella del Rimedio è una festa popolar diversa. Nessun comitato, fuochi d’artificio, giostre, musica moderna e balli, ma lo shopping tra le bancarelle di torroni, giocattoli, prodotti di vero artigianato (sempre di meno) prosegue sino a tarda sera.
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