Apre l’Emporio solidale, una mano tesa ai bisognosi
Inaugurato ieri il negozio dove la Caritas diocesana ha realizzato il supermarket All’iniziativa, rivolta a italiani e stranieri in difficoltà, partecipano enti e privati
ORISTANO. Centodieci metri di solidarietà: è in un locale sotto i portici dei palazzi Saia, in via Cagliari, dove prima c’era un negozio, che la Caritas diocesana ha realizzato un supermercato molto speciale. Qui la spesa non si fa con il denaro, ma attraverso una tessera magnetica il cui importo totale viene fissato a seconda dei bisogni. È l’Emporio della Solidarietà, il 55esimo ad aprire in tutto il territorio nazionale, mentre altri 20 sono in procinto di farlo. «Non è un negozio come gli altri – ha precisato ieri mattina la direttrice della Caritas diocesana, Giovanna Lai –, ma aperto a 50 famiglie, numero che speriamo di aver la capacità di aumentare, selezionate fra le più bisognose dell’intero territorio della Diocesi». Un progetto che nasce dall’esigenza di dare risposte, concrete, alla povertà che in questo territorio aumenta di giorno in giorno. Progetto di solidarietà che mette assieme alla Caritas anche Cgil e Cisl, la cooperativa sociale “Studio e progetto 2” e il Comune, ma al quale stanno partecipando imprese, aziende e professionisti che mettono a disposizione le proprie competenze, e gente comune. Sono tantissimi infatti, i volontari che, coordinati dalle responsabili dell’emporio (Maura Zedda, Federica Poddi e Antonella Fulghesu) hanno partecipato alla realizzazione di una realtà che, come ha spiegato ancora Giovanna Lai «Non vuole sostituirsi ai canali istituzionali, ma contribuire concretamente ai bisogni delle persone in difficoltà». Una equìpe di volontari, appositamente preparati, vaglierà le richieste di coloro che vorranno usufruire dell’emporio. Il primo “filtro” avverrà attraverso le parrocchie, che segnalaranno alla Caritas diocesana le persone, cittadini italiani e stranieri in stato di indigenza.
L’avvio dell’Emporio della Solidarietà è stato finanziato dalla Caritas nazionale. Non a caso ieri mattina, per l’inaugurazione c’era il direttore nazionale, don Francesco Soddu, per lunghi anni direttore della Caritas diocesana di Sassari «Realtà come queste si stanno moltiplicando in tutta Italia – ha detto –. Certo, l’augurio è che un giorno anche la Caritas non abbia più ragione di esistere ma ora, dobbiamo affrontare una realtà difficile». Poi, riferendosi al fenomeno dell’immigrazione e delle politiche di respingimento, don Soddu è stato chiaro «Non è possibile stare tranquilli innalzando muri». E sull’accoglienza si è soffermato anche l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna: «L’appello del Papa non ci lascia indifferenti e non ci ha trovati impreparati», ha detto, spiegando come l’intera Diocesi si sia attivata per trovare soluzioni di ospitalità per i tantissimi profughi arrivati anche in Sardegna. Anche il Comune di Oristano farà la sua parte «Essere al fianco dei più deboli è priorità dell’amministrazione», ha detto il sindaco, Guido Tendas.
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