Cinque impianti, nessuno agibile: tra incuria e vandali
Cabras, le strutture sportive sono in pessime condizioni Viaggio tra raid e furti, ma anche disattenzione pubblica
CABRAS. A vederli così sembrano i ruderi lasciati da un ciclone. Il dramma che affligge gli impianti sportivi lagunari ha però origini molto meno meteorologiche. A ridurre a brandelli i teatri delle imprese sportive dei cabraresi ci hanno pensato anni e anni di incuria in cui l’amministrazione comunale non è riuscita a garantire un minimo di manutenzione per un numero esiguo, e decisamente insufficiente per una cittadina di 9mila abitanti, di campi da gioco. Due campi da calcetto, tre da tennis, un palazzetto per il basket e la pallavolo, due campi da calcio, un playground e un campo da calcio a sette sono la strutture che completano l’elenco dell’impegno pubblico verso lo sport. Dei tre campi da tennis ne funzionano due perché uno è stato abbandonato al suo destino. I due che invece vengono utilizzati sono circondati da erbacce e protetti da una rete metallica, perché nel deserto delle notti cabraresi c’è qualcuno che si diverte a rubare reti, da gioco e di protezione. Il campo da calcio 5 è sommerso dalle erbacce. Poco male, dato che sarebbe impossibile giocarci perché mancano le porte. Sul palazzetto dello sport, come su tutte le altre strutture sportive lagunari, incombe l’incubo dell’inagibilità. Nulla di strano, considerate la condizioni in cui si presentano, anche se in questo caso sarebbe più un problema burocratico che di sicurezza vera e propria: nella lista dei documenti che dovrebbero accompagnare le strutture sportive mancherebbe proprio la certificazione di agibilità. Il vero capolavoro, però, riguarda le tribune del campo sportivo di via Tharros. Il terreno di gioco ha pochi problemi rispetto agli altri. Il jolly arriva dalla gradinate che, allo stato attuale, possono ospitare appena 100 persone. Dopo ottobre, il pubblico dovrà assistere alle partite in piedi. Per raggiungere la capienza massima serve infatti il certificato di agibilità e il collaudo definitivo della commissione di vigilanza provinciale. Niente male per impianto che è costato 200mila euro a un Comune che grida miseria un giorno si e l’altro pure. L’incubo sportivo si conclude a Solanas, dove il campo rimane aperto anche durante la notte: danneggiare un rudere, d’altra parte, è complicato. Il sindaco, Cristiano Carrus, ha preferito non commentare la situazione drammatica degli impianti sportivi: “è impegnato in una riunione”, ha detto ieri una delle sue segretarie.
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