«Educatevi a costruire ponti, e non a innalzare muri»
ORISTANO. Un messaggio denso di inviti a diventare cittadini consapevoli, in un momento di forti mutamenti sociali. E l’esortazione: «Educatevi a costruire ponti e non ad innalzare muri, perchéil...
ORISTANO. Un messaggio denso di inviti a diventare cittadini consapevoli, in un momento di forti mutamenti sociali. E l’esortazione: «Educatevi a costruire ponti e non ad innalzare muri, perchéil vostro bene dipende anche dal bene degli altri, e si esce dalla crisi solo unendo le forze e i sentimenti». L’arcivescovo metropolita di Oristano, Ignazio Sanna, nel consueto saluto di inizio d’anno scolastico rivolto agli studenti che lunedì torneranno a scuola, affronta temi di spessore e di estrema attualità. «Iniziate un nuovo anno scolastico in un contesto di grandi mutamenti sociali e culturali, che direttamente o indirettamente sfidano la vostra formazione umana e culturale. Nel portare il mio cordiale saluto ed augurio a voi, ai vostri insegnanti e a tutto il personale dell'istituzione scolastica, vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni di questi mutamenti: le migrazioni di masse umane sempre maggiori verso i Paesi più sviluppati del Pianeta; l'inverno demografico che si sta abbattendo sull'Italia e l'Europa; le trasformazioni climatiche che producono degrado ambientale, dissesto geologico, crescita esponenziale dei rifiuti; i mutamenti radicali nell'ambito del lavoro con la robotica applicata ai processi industriali e la telematica diffusa nel settore dell'impiego e dei servizi, che stanno eliminando un numero sempre più crescente di posti di lavoro».
L’esortazione dell’arcivescovo è «a non rimanere alla finestra a osservarli con rassegnazione e disinteresse. Vi auguro di prepararvi a gestire questimutamenti epocali da protagonisti e ad orientarli alla creazione di una società più giusta e più solidale». Richiamando tutti al fatto che «la terra è una casa comune e tutti possiamo collaborare per la sua cura», l’arcivesvoco conclude con parole coraggiose e attuali: «Sappiate che la “buona scuola” non dipende tanto da una nuova legge quanto da un nuovo impegno a “viverla” con intelligenzae responsabilità».
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