La scuola verso l’inizio, ma è ancora caos
Cattedre senza insegnanti, personale Ata in bilico per via della soppressione delle Province: mercoledì un’assemblea
ORISTANO. Cattedre senza insegnanti perché le domande dei docenti in attesa di ruolo, per timore di un trasferimento nella Penisola, non sono state presentate. Personale Ata che potrebbe trovarsi a “contendere” il posto di lavoro a seguito del passaggio del personale dalle Province soppresse, ma anche alle prese con trasferimenti che hanno dell’assurdo: chi ha presentato le domande prima sarà trasferito a Bosa, chi dopo verrà avvicinato a Oristano.
Sono solo alcuni degli esempi dell’autentico caos sulle nomine del personale che si è verificato a seguito dell’entrata in vigore della legge sulla “Buona scuola”.
La denuncia arriva dai sindacati in fermento da mesi. Il pasticcio che si è creato a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico (ma in qualche caso a lezioni già avviate) sarà anche argomento di una assemblea generale di tutto il personale della scuola, in programma mercoledì prossimo, 16 settembre, alle 11,30.
L’assemblea, che si svolgerà nell’aula magna del Liceo scientifico Mariano IV è stata indetta unitariamente dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Sarà l’occasione per un confronto serrato necessario a fare il punto su una situazione che il segretario provinciale della Flc Cgil, Luigi Taras, non esita a definire «pazzesca».
Taras infatti, sottolinea: «che quella legge contenesse una serie di scelte sbagliate lo avevamo detto da subito – spiega – emblematico il caso degli insegnanti che per passare di ruolo dopo anni e anni di insegnamento e aver conseguito i titoli da tempo e vinto i concorsi, dovranno sottoporsi ad una autentica deportazione. Docenti – prosegue il sindacalista – che dovranno andare in altre regioni a lavorare, cosa impossibile e impensabile per molti di loro che hanno la loro famiglia in Sardegna, con figli piccoli e magari, anche genitori anziani da accudire».
I sindacati non si dicono sorpresi delle poche domande di insegnamento presentate nell’ultima tranche per l’assegnazione delle cattedre.
«È la dimostrazione che questa legge non è fatta per migliorare la scuola e che anzi, sta rischiando di gettarla nel caos in un momento come questo, estremamente delicato per il Paese che di tutto ha bisogno tranne che di un istruzione pubblica snaturata».
L’assemblea di mercoledì che vedrà riunire tutti i lavoratori della scuola, insegnanti e personale tecnico, servirà per stabilire un calendario di iniziative e rivendicazioni.
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