Bosa chiede nuovi fondi per completare il teatro
Mancano poco più di centomila euro per rendere agibile la struttura Appello alla Regione per il finanziamento degli ultimi lavori necessari
BOSA. Il possibile affidamento in gestione del Teatro Civico di piazza Gioberti sarà probabilmente uno dei futuri nodi da sciogliere, per far marciare a pieno regime la struttura di promozione culturale cara alla città turistica.
Ma in ogni caso già riaprire e rendere fruibile lo stabile e le attrezzature, costate alle casse pubbliche oltre due milioni di euro in (quasi) quarant’anni di interventi, sarebbe già un bel risultato.
È questa la sfida rilanciata anche dall’amministrazione Mastino, a caccia di finanziamenti come si evince dalla missiva inviata dal sindaco all’assessore regionale alla pubblica istruzione Claudia Firino.
La lettera racconta della richiesta di una cifra certo non trascendentale, la stima è di poco meno inferiore ai 150.000 euro (Iva compresa) che però metterebbe la parola fine ad uno dei capitoli delle, in questo caso parziali, incompiute locali. Si tratta comunque di una somma comunque considerevole in tempi di ristrettezze economiche e tagli per le casse comunali. Da qui la richiesta specifica alla Regione.
La storia del teatro a Bosa si avvicina alle cento candeline. La struttura che dagli anni ‘20 ai ’70 del ‘900 ha svolto il ruolo di Civico Mercato, è stata riconvertita negli anni Ottantaa Civico Teatro, con una spesa in vecchie lire che si attestava a 600 milioni. L’obiettivo voluto, la sua riapertura, però, non venne raggiunto.
Nel 1989 infatti si passa ad una seconda tranche di lavori, per ulteriori 431 milioni di lire. Per l’avvio di un quasi decisivo cantiere si deve aspettare poi il terzo millennio, con lavori che partono nel 2004 e si concludono nel 2008, per un saldo di poco superiore al milione di euro, a cui segue, cinque anni dopo, il collaudo statico.
Il teatro diventa uno dei punti di riferimento per manifestazioni e convegni (Bitas in testa), con l’apertura garantita però da nulla osta rilasciati ad hoc nelle more d’attesa del certificato di prevenzione incendi. Per queste ragioni iIl sindaco Mastino a inizio di mandato dà lo stop all’utilizzo del teatro per motivi di sicurezza, avvia una serie di verifiche, dall’esito prevedibile: servono altri lavori.
«Le terrazze di copertura hanno pendenze non adeguate e l’impermeabilizzazione mostra segni di cedimento; gli impianti antincendio hanno necessità di manutenzione; l’accesso al palco è precluso ai disabili perché manca un piano di sollevamento; le strutture lignee di copertura, realizzate in sezioni non sufficienti a garantire la resistenza al fuoco, vanno adeguate con una controsoffittatura in cartongesso o legno; l’impianto elettrico necessita di una revisione generale; manca una riserva idrica di acqua potabile; è necessario un allaccio con potenza elettrica più elevata per garantire l’adeguata alimentazione degli impianti di condizionamento», così la lettera inviata a Cagliari.
La richiesta globale ammonta, compresi i 10mila euro necessari per definire la pratica del certificato di prevenzione incendi, a complessivi 120mila euro più Iva. Resta il fatto che un’opera costata alla comunità la rinuncia al mercato civico ed una spesa di oltre due milioni di euro «non può essere fruita – chiude la lettera – mancando una disponibilità finanziaria irrisoria rispetto all’impegno già sostenuto».
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