Cabudanne de sos Poetas, formula vincente
Seneghe, l’undicesima edizione del festival letterario ha riscosso un grande successo di pubblico
SENEGHE. L’undicesima edizione del Cabudanne de sos Poetas non ha tradito le attese. Il successo decretato dal numeroso pubblico che ha riempito le piazze del paese e i luoghi scelti per gli eventi, collocano, a pieno titolo e con pieno merito, la manifestazione seneghese tra gli eventi culturali più importanti che si tengono in Sardegna.
Eppure, nonostante lo spessore degli ospiti intervenuti, molti dei quali di livello internazionale, le difficoltà per gli organizzatori non sono mancate. A causarle, come sempre, l’esiguità dei finanziamenti e i tempi lunghissimi della burocrazia.
Finanziamenti a parte, la macchina organizzativa curata dall’associazione Perda Sonadora, ha funzionato alla perfezione. Ad oliarla a dovere in ogni sua parte hanno contribuito alcuni giovani, tutte le associazioni culturali e non che operano nel paese e i cittadini seneghesi.
Seneghe, per tutta la durata della manifestazione, ha offerto un mix perfetto di ospitalità, simpatia e capacità di accoglienza, che è stato sottolineato da chi ha avuto il piacere di assistere agli eventi proposti dal programma. Nicoletta Braschi, attrice amatissima dal grande pubblico, quando è scesa dal palco dopo aver letto alcune pagine tratte dal romanzo dello scrittore e giornalista Vasilij Grossman “Vita e destino”, davanti alle oltre tremila persone che affollavano la piazza dei balli, parlando del Festival, ha detto: «Complimenti agli organizzatori e auguri di lunga vita al Festival. Conoscevo Seneghe e il suo “Cabudanne” perché me ne avevano parlato amici che c’erano stati. Devo dire che averlo scoperto di persona ha solo confermato tutto quello che di positivo mi era stato detto. Anche se non faccio promesse, spero di ritornare».
Il lavoro svolto dagli organizzatori si è rivelato preziosissimo: ogni associazione ha dato il suo contributo, senza riserve e senza protagonismi. E tutti insieme hanno ottenuto il risultato massimo. L’omaggio reso dal Festival ad alcuni personaggi locali, che, con la loro attività, hanno contribuito a far conoscere il paese, la sua cultura e le sue bellezze paesaggistiche e ambientali ben oltre i confini della Sardegna, come il fisarmonicista Mario Feurra, il musicista e poeta Gianni Salis e l’indimenticato “Cantadore” Francesco Cubeddu, è stato particolarmente gradito dal pubblico seneghese.
Piero Marongiu
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