Tresnuraghes punta sul polo museale
Il paese ha un immenso patrimonio culturale che il Comune intende catalogare e promuovere
TRESNURAGHES. Puntare ad un “Polo museale” per valorizzare le ampie potenzialità dei beni culturali presenti nel territorio comunale. Questo l’obiettivo dell’amministrazione cittadina, che intende creare una rete della cultura con luoghi aperti al pubblico e fruibili già dal prossimo anno. Fra i vari comuni della Planargia infatti Tresnuraghes è certamente uno dei più importanti nella storia del territorio, tanto che fu capoluogo di mandamento e sede dell’abitazione, come per Bosa, di alcune fra le famiglie nobili e dell’alta borghesia. Ma soprattutto patria di alcuni uomini illustri, che si distinsero per le loro doti. Poetiche ad esempio, come per Sebastiano Moretti (Pitanu Morette) vate di indiscussa fama nella poesia sarda estemporanea o l’artista Giovanni Pintori, amico di Nivola e Fancello, nato nel 1912 e grafico per la Olivetti, con opere esposte ad esempio al Moma di New York. Tra le residenze storiche di pregio presenti in paese spicca poi la casa Zedda-Atene, meglio conosciuta come Casa Deriu. Nell’edificio sono in corso importanti lavori; qui per lungo tempo è stato conservato un corpus di beni del XVII-XIX secolo appartenuti alla famiglia che l’ha abitata. Circa 500 documenti relativi al patrimonio familiare ed alla storia locale fra la fine del ‘600 e i primi decenni del ‘900, spiega lo studioso e operatore culturale Pier Tonio Pinna. Fondo librario ancora in fase di inventariazione, con circa 1000 volumi, al quale si aggiungono numerosi oggetti di vita quotidiana, fra i quali un calesse in buone condizioni. Insomma un patrimonio non solo da tutelare, ma da mettere a frutto quale punto di richiamo culturale e turistico d’eccezione. Attraverso un progetto che prevede appunto l’istituzione di una rete di luoghi della cultura visitabili già dal prossimo anno. «Il Comune destinerà uno spazio per un allestimento che ospiterà la ricostruzione di un appartamento nobile Ottocentesco, il sito del Nuraghe Nani (di estrema importanza archeologica per la presenza di un esteso villaggio di capanne ben conservate) sarà oggetto di pulizia, rilievo, ed apertura al pubblico per la realizzazione di laboratori didattici. A questi due luoghi saranno aggiunti in futuro i locali delle Reali Carceri, nei quali si realizzeranno spazi espositivi per mostre temporanee. Mentre altro sito di estremo interesse è la Chiesa campestre di S. Antonio da Padova, già della Vergine d’Itria, che sarà oggetto di studio preliminare» spiega il coordinatore Pier Tonio Pinna, che sarà affiancato dai colleghi Antonella Unali, impegnata da tempo nella ricerca archeologica fenicio-punica e preistorica, e da Andrea Deriu, specializzato in archeologia subacquea. (a.f.)
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